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bravo psichiatra

Quando rivolgersi ad un bravo psichiatra psicoterapeuta: come superare i pregiudizi e le false credenze

Nella pratica clinica, effettuata presso gli studi di RomaPerugia, osservo frequentemente pazienti affetti da disturbi psichici non curati affatto oppure trattati tardivamente o inadeguatamente, spesso a causa della riluttanza dei pazienti stessi ad assumere una terapia farmacologica e/o ad effettuare una psicoterapia. Sono molti, infatti, i pazienti che decidono di tollerare il disagio psichico per molto tempo, spesso mesi o addirittura anni, non consultando da subito uno psichiatra, contribuendo così ad un ritardo nell’intervento terapeutico con conseguente aggravamento della patologia stessa.
In questo articolo voglio indicare quali sono i sintomi più frequenti che, se trattati immediatamente, possono portare al ritorno di un completo benessere e quali sono i pregiudizi o le false credenze che portano spesso i pazienti a decidere di non chiedere aiuto tempestivamente.

Insonnia. I pazienti a volte richiedono una terapia farmacologica solo quando arrivano a non dormire per tutta la notte. Sento dire spesso frasi del tipo “la notte non ho mai dormito per più di 3 ore”, “pensavo che prima o poi il sonno sarebbe tornato”, “rivolgendomi ad uno psichiatra avevo paura di essere considerato pazzo dai miei amici”, “dopo l’inizio della terapia pensavo di diventare dipendente dai farmaci”. In realtà gli esseri umani sono nati per dormire bene. La stessa melatonina, l’ormone del sonno, è presente in concentrazioni elevatissime nel sangue dei neonati che, soprattutto nei primi mesi di vita, dormono molto. Non a tutti è noto che, secondo recenti ricerche scientifiche, una durata di sonno insufficiente conferisce agli individui un rischio cardiovascolare più alto rispetto ai soggetti con un sonno regolare (Covassin & Singh, 2016). La carenza di sonno, quindi, sarebbe molto più pericolosa di quanto si pensa. E’ fondamentale consultare appena possibile uno specialista per capire come intervenire per regolarizzare il ritmo sonno-veglia.

Stati depressivi. I pazienti depressi sperimentano sulla propria pelle un drastico calo della qualità della vita. Nonostante questo, prima di rivolgersi allo psichiatra, chiedono aiuto ad amici o parenti i quali utilizzano spesso frasi del tipo “perchè sei triste? Hai una famiglia che ti vuole bene, hai un bel lavoro, cosa ti manca?” Queste parole spesso suscitano nei pazienti sentimenti di colpa eccessivi o inappropriati con un conseguente aggravamento dello stato depressivo. Dagli studi clinici effettuati, forse proprio a causa di un ritardo nella diagnosi, meno della metà dei pazienti affetti da Depressione Maggiore riescono a raggiungere la remissione dopo un trattamento farmacologico antidepressivo adeguato (Watanabe et al., 2015). Questo dato è allarmante se si pensa che le linee guida per il trattamento della Depressione Maggiore prevedono l’utilizzo di diverse classi di farmaci antidepressivi. La Depressione Maggiore, inoltre, è una malattia potenzialmente letale perché può comportare la comparsa di ideazione suicidaria. Un recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito il suicidio un grave problema globale con più di 800.000 vite perse ogni anno. Il suicidio rappresenta la quattordicesima causa di morte in tutto il mondo. Alla base dei sintomi depressivi ci sarebbe una riduzione della concentrazione di serotonina nello spazio intersinaptico. Secondo recenti studi nei pazienti deceduti per suicidio ci sarebbe proprio una disregolazione degli enzimi della chinurenina, una via metabolica del triptofano, precursore della serotonina (Bryleva & Brundin, 2016).

Ansia e attacchi di panico. I pazienti con attacchi di panico ricorrenti spesso non riescono ad uscire da soli, evitano di prendere la metropolitana o la macchina per andare a lavoro e non frequentano luoghi grandi o affollati (come piazze, cinema o centri commerciali). La paura di avere un nuovo attacco di panico limita molto la loro autonomia nella vita quotidiana. Nonostante questo spesso decidono di affidarsi alle cure fai da te dell’amico o del conoscente, agli esercizi di yoga, all’agopuntura, ai chiromanti, insomma a tutte le persone disponibili a dare aiuto pur di evitare il contatto con uno psichiatra psicoterapeuta. Le paure più frequenti sono quelle di dover assumere farmaci e/o di dover effettuare percorsi di psicoterapia per tutta la vita. Niente di più falso. Generalmente il trattamento farmacologico viene effettuato per circa un anno ma permette ai pazienti di recuperare il completo benessere dopo uno o due mesi di terapia, a seconda della gravità clinica del disturbo. Gli obiettivi del percorso di psicoterapia, inoltre, sono concordati insieme ai pazienti per cui, una volta raggiunti, anche le sedute di psicoterapia possono essere interrotte.

Stati di euforia, allucinazioni, idee ossessive e comportamenti compulsivi. I pazienti affetti da disturbo bipolare, schizofrenia o disturbo ossessivo-compulsivo spesso si presentano in prima visita con una terapia farmacologica già impostata. La terapia effettuata al momento della visita a volte è autogestita dai pazienti che cercano, in tutti i modi, di ridurre da soli i farmaci, scalandoli a caso oppure sospendendoli tutti insieme, improvvisamente. Questo comportamento può causare un aggravamento del disturbo e a volte porta i pazienti al pronto soccorso. Anche in caso di volontà a sospendere i farmaci è sempre meglio chiedere aiuto ad uno specialista. Lo psichiatra, infatti, sa quali sono i farmaci che possono essere sospesi rapidamente ed in sicurezza.

Bulimia, anoressia, disturbi di personalità, gioco d’azzardo patologico. Il timore di accedere alla prima visita psichiatrica a volte riguarda l’eventuale prescrizione eccessiva di farmaci, spesso ritenuti superflui dai pazienti. Alcuni disturbi (ad esempio i disturbi alimentari, i disturbi di personalità, la ludopatia) si avvalgono prevalentemente di un trattamento di psicoterapia. I farmaci sono riservati a casi gravi o che non rispondono alla sola psicoterapia.

Per concludere posso consigliare ai pazienti affetti da disturbi psichici di effettuare una prima visita psichiatrica per capire quale è il trattamento più adatto alla loro condizione clinica (psicoterapia e/o farmaci) e solo successivamente decidere se effettuare o meno la terapia consigliata.

Riferimenti bibliografici:

Bryleva EY & Brundin L (2016).Suicidality and Activation of the Kynurenine Pathway of Tryptophan Metabolism.Curr Top Behav Neurosci. [Epub ahead of print].

Covassin N & Singh P (2016). Sleep Duration and Cardiovascular Disease Risk: Epidemiologic and Experimental Evidence.Sleep Med Clin. 11(1): 81-9.

Watanabe N et al (2015). Adding smartphone-based cognitive-behavior therapy to pharmacotherapy for major depression (FLATT project): study protocol for a randomized controlled trial. Trials. 16: 293.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra-a-Roma-e-Perugia-Psicoterapeuta-Tiziana-Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

Principali patologie trattate

  • Depressione Maggiore
  • Disturbo Bipolare
  • Attacchi di Panico
  • Disturbo d'Ansia Generalizzato
  • Fobia Sociale
  • Fobie Specifiche
  • Disturbo Ossessivo-compulsivo
  • Disturbi del Sonno
  • Disturbi Alimentari
  • Disturbi di Personalità
  • Schizofrenia

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