allucinazioni

A cosa sono dovute le allucinazioni?

Le cause sono disturbi psichici e organici.

Le allucinazioni sono un sintomo tipico dei disturbi psicotici. Sono generalmente di natura visiva e uditiva ma possono manifestarsi anche dispercezioni somatiche, gustative ed olfattive.

I disturbi che presentano allucinazioni possono essere di natura psichica o organica: possono, infatti, rappresentare un fenomeno riguardante i disturbi psicotici, i disturbi dell’umore gravi, i disturbi neurologici, i disturbi di conversione, le patologie organiche del sistema nervoso centrale (ad esempio patologie tumorali, epilessia), le intossicazioni da alcol o da sostanze stupefacenti.
Le allucinazioni che si verificano all’addormentamento e al risveglio, invece, possono essere considerate un fenomeno fisiologico.

Nei pazienti al primo episodio di schizofrenia, è stata indagata, da numerose ricerche, l’eventuale associazione tra allucinazioni e traumi multipli infantili. La ricerca si è concentrata prevalentemente sulle allucinazioni uditive mentre le indagini specifiche sulle allucinazioni visive negli esordi psicotici rimangono scarse, anche per la loro bassa frequenza nella popolazione di pazienti psicotici.

Gli obiettivi di uno studio sono stati quelli di descrivere la prevalenza di allucinazioni visive, esplorando l’associazione tra allucinazioni visive e traumi infantili in un campione di soggetti con psicosi al primo episodio.
In uno studio norvegese sono stati reclutati 204 soggetti sulla base dei risultati ad un test specifico: la Positive and Negative Syndrome Scale (PANSS), ricavando un punteggio separato per le allucinazioni visive e uditive. I soggetti sono stati raggruppati in base alla gravità delle allucinazioni (lieve, moderata, grave con allucinazioni psicotiche).
Le allucinazioni visive di natura psicotica sono state riportate dal 26,5% dei soggetti. Dai risultati emergerebbe che l’esperienza di traumi interpersonali infantili può aumentare la probabilità di avere allucinazioni visive psicotiche.
Le allucinazioni visive, pertanto, sembrerebbero comuni nei pazienti al primo episodio di psicosi con traumi interpersonali infantili (Solesvik et al., 2016).

Il trattamento all’esordio di schizofrenia, purtroppo, è ostacolato da sintomi aspecifici alla presentazione clinica (rituali, ossessioni, ritiro sociale, sintomi depressivi).
Un recente studio ha individuato le caratteristiche tipiche dei soggetti all’esordio di schizofrenia: età media pari a 15 anni, il 62,3% sono maschi, i sintomi psicotici più frequenti sono rappresentati dalle allucinazioni uditive (81,9% ), dai deliri (77,5%; principalmente di tipo persecutorio [48,5%], di riferimento [35,1%], di grandezza [25,5%]), disturbi della forma del pensiero (65,5%), comportamento bizzarro o disorganizzato (52,8%), appiattimento affettivo/sintomi negativi (52,3%/50,4%). I disturbi più frequenti in comorbilità con la schizofrenia erano il disturbo da stress post-traumatico (34,3%), il disturbo da deficit di attenzione con iperattività e/o i disturbi della condotta (33,5%), l’abuso o la dipendenza da sostanze stupefacenti (32,0%).
Una maggiore durata della psicosi non trattata (DUP) ha predetto uno scarso miglioramento del funzionamento socio-lavorativo dopo terapia e il ritardo nella diagnosi e/o nel trattamento della patologia ha predetto un miglioramento ridotto dei sintomi negativi alla PANSS (Stentebjerg-Olesen et al., 2016).

Le droghe psichedeliche come la LSD sono ampiamente utilizzate proprio al fine di provocare stati allucinatori (ad esempio una visione di motivi geometrici e talvolta fenomeni più complessi). In un recente lavoro la connettività funzionale a riposo (ad occhi chiusi) della corteccia visiva è stata valutata su 10 soggetti sani sotto effetto di LSD e sotto effetto di placebo. È stato ipotizzato che, sotto effetto di LSD, le macchie presenti a livello della corteccia visiva, con le relative rappresentazioni sulla retina, avrebbero mostrato una maggiore attivazione anche in assenza di stimoli visivi. Questo è stato confermato anche dai risultati: l’attività all’interno della corteccia visiva, infatti, era molto più alta e dipendente dalla retina sotto l’effetto della droga. Ciò può indicare che sotto effetto di LSD, ad occhi chiusi, il sistema visivo si comporterebbe come nel caso della presenza di input visivi spazialmente localizzati (Roseman et al., 2016).

Le sostanze stupefacenti, esercitando una potente azione a livello del sistema nervoso centrale, possono aumentare il rischio di sviluppare schizofrenia o altri disturbi mentali nei soggetti predisposti.

Riferimenti bibliografici:

Roseman L et al (2016). LSD alters eyes-closed functional connectivity within the early visual cortex in a retinotopic fashion. Hum Brain Mapp. [Epub ahead of print].

Solesvik M et al (2016). Visual Hallucinations in First-Episode Psychosis: Association with Childhood Trauma.PLoS One. 11(5): e0153458.

Stentebjerg-Olesen M et al (2016). Clinical Characteristics and Predictors of Outcome of Schizophrenia-Spectrum Psychosis in Children and Adolescents: A Systematic Review. J Child Adolesc Psychopharmacol. [Epub ahead of print].

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