Ansia da Coronavirus - Psichiatra Roma

Ansia da coronavirus: perché il virus fa tanta paura?

La paura del coronavirus può causare o aggravare disturbi d’ansia e altre psicopatologie da trattare con l’aiuto di uno specialista.

L’ansia da coronavirus COVID-19 deriva da notizie che esprimono pareri discordanti. Non è la prima volta che si parla di coronavirus. Un virus simile era in circolazione anche nel 2012 in Arabia Saudita ed aveva il nome di MERS-CoV. Anche all’epoca, inizialmente, circolavano informazioni limitate sulle caratteristiche e le modalità di trasmissione del virus. L’organizzazione mondiale della sanità (OMS), inoltre, riferiva che, da settembre 2012 a giugno 2013, si erano verificati un totale di 58 casi di infezione confermati, inclusi 33 decessi.

L’OMS, infatti, aveva ricevuto segnalazioni di casi confermati in laboratorio da persone originarie dei seguenti paesi del Medio Oriente: Giordania, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti. Anche Francia, Germania, Italia, Tunisia e Regno Unito hanno riportato casi confermati in laboratorio. I pazienti infetti si erano recati in questi paesi per la cura della malattia oppure erano tornati dal Medio Oriente manifestando successivamente i sintomi dell’infezione.

Tuttavia, in Francia, Italia, Tunisia e Regno Unito vi era stata una trasmissione locale limitata tra coloro che non erano stati in Medio Oriente ma avevano avuto uno stretto contatto con i casi confermati in laboratorio. La maggior parte delle persone infettate da MERS-CoV avevano sviluppato una grave malattia respiratoria acuta con sintomi quali febbre, tosse e difficoltà respiratorie. I ricercatori degli Stati Uniti, però, avevano descritto questo virus come diverso da qualsiasi altro coronavirus.

Era diverso anche dal coronavirus che aveva causato la SARS (sindrome respiratoria acuta grave) nel 2003. Tuttavia, come il virus SARS, MERS-CoV era simile ai coronavirus trovati nei pipistrelli. I musulmani in pellegrinaggio nell’area della Mecca in Arabia Saudita, all’epoca, sono stati invitati a coordinarsi per migliorare lo stato di salute. Ciò poteva avvenire attraverso misure preventive delle infezioni del tratto respiratorio, comuni durante i periodi di spostamenti di massa.

Aumentare la consapevolezza pubblica sulle misure preventive per i coronavirus è un aspetto importante. La consapevolezza, però, dovrebbe essere fornita attraverso messaggi di educazione scientifica sulla salute senza creare paura nella comunità. Le persone allarmate, infatti, potrebbero aumentare le preoccupazioni e la domanda di servizi sanitari senza una reale indicazione.

Come alleviare l’ansia da coronavirus nella popolazione? Uno dei metodi pratici per alleviare l’ansia, evitando la fobia che circonda l’infezione, è quello di educare le famiglie e la società. Un messaggio semplice, chiaro e rassicurante da parte del dipartimento di educazione sanitaria del Ministero della salute può aiutare nell’intento. Inoltre, è importante che il Ministero della salute si coordini con l’OMS (Al Turki, 2014).

Perché il coronavirus fa così tanta paura? L’ansia da coronavirus può causare o aggravare alcuni disturbi psichici. I pazienti con disturbi d’ansia quali disturbo di panico o ipocondria, ad esempio, possono presentare una riacutizzazione dei loro disturbi anche se sottoposti a terapia psicologica e/o farmacologica.

Uno studio ha valutato l’impatto psicologico sperimentato dai pazienti in quarantena sottoposti a emodialisi e dai sanitari ospedalieri che hanno trattato i pazienti con sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS) durante il suo focolaio.

Il gruppo di soggetti esaminati, quindi, era composto da 1800 professionisti ospedalieri e da 73 pazienti in quarantena sottoposti a emodialisi. Il test denominato The Impact of Events Scale-Revised (IES-R) è stato somministrato ai sanitari. I test Mini International Neuropsychiatric Interview e Hospital Anxiety and Depression Scale sono stati somministrati ai pazienti sottoposti a emodialisi. Durante le fasi iniziali dell’epidemia di MERS gli operatori sanitari che hanno svolto attività correlate alla MERS hanno ottenuto punteggi significativamente più alti al IES-R.

I punteggi delle sottoscale che valutavano i pensieri intrusivi, invece, differivano in base all’esecuzione delle attività relative al MERS. Il personale medico che ha svolto attività correlate alla MERS ha mostrato il rischio più elevato di sintomi di disturbo da stress post-traumatico. Il rischio rimaneva alto anche dopo la quarantena domestica.

Quando chiedere aiuto ad uno specialista? L’intervento di specialisti psichiatri sembrerebbe necessario in caso di malattie infettive a rapida diffusione come quella da coronavirus (Lee et al., 2018). In caso di ansia marcata, disturbi del sonno e difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane è meglio rivolgersi, quanto prima, ad uno psichiatra psicoterapeuta.

Riferimenti bibliografici:

Ai Turki YA (2014). Can we increase public awareness without creating anxiety about corona viruses? Patient Educ Couns. 94(2): 286-7. 

Lee SM et al (2018).Psychological impact of the 2015 MERS outbreak on hospital workers and quarantined hemodialysis patients. Compr Psychiatry. 87: 123-127. 

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra Psicoterapeuta Roma

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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