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angoscia emotiva

Come si può riempire il senso di vuoto affettivo del borderline?

I benefici della psicoterapia se ci si sente vuoti e angosciati a causa di questo disturbo di personalità.

 

Il disturbo borderline di personalità è caratterizzato da sentimenti cronici di vuoto affettivo con conseguente angoscia. Uno studio ha stabilito la relazione tra il vuoto, la noia ed altri stati affettivi difficili da valutare dopo descrizioni verbali. Gli stati affettivi che coesistono con il vuoto, pertanto, sono stati identificati in 45 giovani adulti borderline che presentavano condotte di autolesionismo. La relazione tra il vuoto cronico e le principali variabili psichiatriche, inoltre, veniva esaminata anche in un ampio campione non clinico (n=274). Dai risultati della ricerca è emerso che il vuoto era trascurabilmente correlato alla noia. Era, però, strettamente correlato al sentirsi senza speranza, isolato rappresentando un predittore di depressione e ideazione suicidaria. Il vuoto rifletterebbe, pertanto, un affetto patologico che accompagna un significativo disagio psichiatrico (Klonsky, 2008).

Si può riempire il senso di vuoto affettivo del borderline? L’esperienza di sentirsi vuoti, come qualsiasi altro evento mentale, può essere compresa in termini di desideri, divieti, compromessi e gratificazioni contrastanti che colorano qualsiasi esperienza in modo da chiarirne il significato. Le ipotesi teoriche che spiegano eventi ed esperienze mentali come risultato di carenze di strutture sono difficili da tradurre in attività terapeutiche. Ciò è particolarmente vero soprattutto nel caso dell’esperienza del vuoto che, di per sé, rappresenta un assenza di contenuto. L’assenza di contenuto “è spesso preferita alla presenza di desideri, fantasie e ricordi spaventosi (Levy, 1984).

La creazione di significati è il risultato del processo attraverso il quale gli esseri umani costruiscono il loro rapporto con l’ambiente. Il vuoto entrerebbe nel processo di definizione del significato, promuovendolo o, al contrario, bloccandolo. Quando agisce per promuovere la costruzione di significati, il vuoto rappresenta un fattore catalitico, ovvero una riserva di possibilità, nel senso di un insieme orientato al futuro di nuovi significati che devono essere costruiti dall’agente. Tuttavia, quando il vuoto gioca il ruolo di un fattore bloccante o anti-catalitico, esso diventa un segno iper-generalizzato, cioè un significato assente (Bendassolli, 2017).

Come si curano la sensazione di angoscia emotiva e i sentimenti cronici di vuoto del disturbo borderline di personalità? Il disturbo borderline di personalità è caratterizzato da un’adeguata complessità relativa alla costruzione, trasformazione, stabilità e rottura della relazione tra persona/mondo/alterità. L’obiettivo della cura attraverso la psicoterapia comprende il posizionamento contestuale che la persona assume rispetto alla creazione di un confine in termini di necessità, obbligo, disponibilità, possibilità, permesso, capacità. Questa modalità di posizionamento soggettivo, infatti, acquisisce un notevole interesse dal punto di vista clinico. Il suo grado di plasticità, inoltre, rispetto a quello di rigidità è alla base dei processi di sviluppo delle relazioni tra persona/mondo/alterità (De Luca Picione & Freda, 2016).

Riferimenti bibliografici:

Bendassolli PF (2017). Emptiness and Work: a Meaning-Making Perspective. Integr Psychol Behav Sci. 51(4): 598-617. 

De Luca Picione R & Freda MF (2016). Borders and Modal Articulations. Semiotic Constructs of Sensemaking Processes Enabling a Fecund Dialogue Between Cultural Psychology and Clinical Psychology. Integr Psychol Behav Sci. 50(1): 29-43. 

Klonsky ED (2008). What is emptiness? Clarifying the 7th criterion for borderline personality disorder. J Pers Disord. 22(4): 418-26.

Levy ST (1984). Psychoanalytic perspectives on emptiness. J Am Psychoanal Assoc. 32(2): 387-404.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra Roma

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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