Perché i ragazzi si suicidano: capire per prevenire
La prevenzione del suicidio nei giovani passa attraverso la comprensione di alcuni segnali.
Il suicidio tra adolescenti e giovani adulti è oggi una delle principali cause di morte a livello globale (World Health Organization, 2021). I genitori si sentono spesso totalmente impotenti di fronte a gesti che reputano inspiegabili ma comprendere alcuni segnali può aiutare a ridurre il rischio di gesti anticonservativi.
Quali sono le cause di suicidio tra i giovani?
Il rischio suicidario in adolescenza non è mai il risultato di una sola causa, ma di un insieme di fattori che si sommano nel tempo: sofferenza emotiva, aspettative dei genitori, pressioni scolastiche (da parte dei pari e/o insegnanti), solitudine, difficoltà nel chiedere aiuto. Parlarne non significa “incoraggiare”, ma prevenire.
Quando la pressione diventa troppo per un adolescente?
Molti ragazzi crescono con aspettative molto alte. I genitori mandano ai loro figli, esplicitamente o implicitamente, messaggi del tipo: “Devi riuscire”, “Non puoi fallire”.
Tutto ciò avviene in un periodo storico nel quale non c’è un futuro. Lo studio, in questi casi, può trasformarsi da opportunità ad una vera e propria gabbia, fonte di ansia tra gli studenti.
Il fallimento accademico, soprattutto in contesti così competitivi, come quelli odierni, può essere vissuto come una minaccia alla propria autostima e al riconoscimento del proprio valore personale (Deb et al., 2015). Proprio per questo alcuni ragazzi iniziano a nascondere insuccessi, ad evitare il confronto con gli altri e ad isolarsi progressivamente. Alla base di questi comportamenti spesso c’è la paura di deludere i propri genitori e/o di non essere all’altezza degli altri studenti.
Quali sono i segnali della solitudine invisibile?
Uno degli elementi più pericolosi in un adolescente è il silenzio. Molti giovani in difficoltà non chiedono aiuto e sviluppano pensieri come: “Non valgo abbastanza”, “Sono un peso per la mia famiglia”. Secondo la teoria interpersonale del suicidio, il senso di non appartenenza e la percezione di essere un peso sono fattori centrali nel rischio suicidario (Joiner, 2005).
La Depressione Maggiore aumenta il rischio di suicidio tra i giovani?
Il suicidio non è legato solo alla Depressione Maggiore, anche se questa patologia rappresenta uno dei principali fattori di rischio (Hawton et al., 2012). Entrano spesso in gioco altre variabili: irrequietezza, ruminazioni ossessive, vergogna, gesti impulsivi, eventi stressanti (esami falliti, relazioni finite, cambiamenti). In un adolescente l’impulsività è amplificata dallo sviluppo ancora incompleto delle aree cerebrali deputate al controllo delle emozioni, ad esempio, la corteccia prefrontale (Steinberg, 2008).
Che ruolo hanno l’ambiente e le relazioni?
Eventi come bullismo, l’isolamento sociale o difficoltà relazionali fanno da detonatore aumentando significativamente il rischio suicidario (Klomek et al., 2007). Un ambiente scolastico e familiare percepito come giudicante o poco accogliente può rendere ancora più difficile per un adolescente chiedere aiuto.
Cosa può fare la differenza?
La prevenzione è possibile e si basa su più livelli. Bisogna parlare apertamente perché la comunicazione riduce isolamento e vergogna. È necessario ridurre la pressione e le aspettative sottolineando che il valore personale non coincide con la performance. Riconoscere segnali quali isolamento, cambiamenti d’umore e sentimenti di disperazione è fondamentale per fare prevenzione. La capacità di un adolescente di chiedere aiuto rappresenta una risorsa importante. Interventi psicologici basati sull’evidenza riducono significativamente il rischio suicidario (Cuijpers et al., 2008).
Vuoi conoscere un messaggio importante?
Se sei un ragazzo e ti riconosci in queste parole: non devi affrontare tutto da solo. Se sei un genitore: ascoltare senza giudicare può fare la differenza. Capire perché i ragazzi si suicidano significa riconoscere una sofferenza spesso invisibile. Parlarne è il primo passo.
Riferimenti bibliografici:
Hawton K et al (2012). Self-harm and suicide in adolescents. The Lancet. 379(9834): 2373-82.
Joiner T (2005). Why People Die by Suicide. Harvard University Press.
World Health Organization (2021). Suicide worldwide in the 21st century
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Dott.ssa Tiziana Corteccioni
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