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guarire da ansia e depressione

Come ed in quanto tempo si guarisce da fobia sociale, ansia generalizzata, attacchi di panico e depressione?

Secondo la costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia o infermità”. L’obiettivo di ogni percorso di cura della persona quindi dovrebbe tendere non solo alla remissione dei sintomi psichici e fisici ma alla guarigione completa della patologia. Fobia sociale, ansia generalizzata, attacchi di panico e depressione sono disturbi psichici molto diffusi. Possono essere trattati con una terapia farmacologica e con un percorso di psicoterapia. Spesso, però, purtroppo i due trattamenti non vengono effettuati contemporaneamente oppure sono intrapresi in maniera discontinua dai pazienti con scarsi risultati.
Come si può guarire dall’ansia cronica (ovvero sperimentata tutti i giorni)? Dopo quanto tempo si guarisce da disturbi quali fobia sociale, ansia generalizzata, attacchi di panico o depressione? Si possono curare definitivamente ansia e depressioneUno studio ha esaminato l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale focalizzata su specifici fattori cognitivi e comportamentali legati allo sviluppo e al mantenimento del disturbo d’ansia sociale (o fobia sociale) in bambini ed adolescenti. I partecipanti alla ricerca erano 125 minori di età compresa tra gli 8 ed i 17 anni con una diagnosi principale di fobia sociale, i quali hanno effettuato un percorso psicoterapeutico cognitivo-comportamentale generico, una terapia cognitivo-comportamentale specifica sui sintomi del disturbo o nessun trattamento. Dopo 12 settimane i partecipanti che avevano effettuato uno dei due percorsi psicoterapeutici hanno mostrato una significativa riduzione dell’ansia sociale con un miglioramento del funzionamento globale rispetto a coloro che non avevano effettuato trattamenti. Non vi è stata alcuna differenza significativa tra le due forme di terapia cognitivo-comportamentale a 12 settimane o a 6 mesi dalla fine del percorso psicoterapeutico. Nonostante le riduzioni significative dell’ansia la maggioranza dei partecipanti ha continuato a soddisfare i criteri diagnostici del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) per disturbo d’ansia sociale 6 mesi dopo la conclusione della psicoterapia. Attualmente, grazie alle terapie disponibili, è possibile tenere sotto controllo la fobia sociale effettuando una vita serena. Le ricerche future, però, dovrebbero indagare i fattori causali e di mantenimento della disturbo al fine di migliorare ulteriormente i risultati delle terapie per questa condizione clinica, mirando alla guarigione completa (Spence et al., 2017).

I disturbi del del sonno sono estremamente comuni nei soggetti affetti da disturbi d’ansia potendo contribuire al loro sviluppo e persistenza. I meccanismi fisiopatologici condivisi dai due disturbi potrebbero quindi servire come marcatori biologici o obiettivi per nuove terapie. In una ricerca individui con insonnia primaria (non associata ad altri disturbi) sono stati confrontati con soggetti affetti da disturbo d’ansia generalizzato e con soggetti sani. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a scansioni tramite risonanza magnetica funzionale a 3 tesla (fMRI a 3-T). Nell’insonnia primaria e nei controlli è stato registrato il sonno per 2 settimane utilizzando diari e actigrafia. Dai risultati è emerso che la corteccia cingolata anteriore rostrale, esercitando un controllo superiore dell’attività dell’amigdala, può essere parte integrante di un circuito regolatore delle emozioni. La connettività tra le aree della corteccia cingolata anteriore rostrale e l’amigdala era significativamente maggiore nei soggetti sani mentre nei soggetti con insonnia primaria era intermedia tra quella degli individui sani e quella dei soggetti con disturbo d’ansia generalizzato. Se presente insonnia primaria la connettività media era diminuita con un sonno peggiore (Pace-Schott et al., 2017). Per guarire completamente dal disturbo d’ansia generalizzato, pertanto, sembrerebbe fondamentale mantenere sempre un sonno regolare effettuando la terapia più opportuna.

Uno studio ha fornito una panoramica della ricerca attuale sulla neuroanatomia funzionale degli attacchi di panico ricorrenti che evolvono in un disturbo di panicoIl disturbo di panico è un disturbo psichico frequente. Gorman e altri ricercatori (1989; 2000) hanno proposto un modello neuroanatomico completo del disturbo di panico nel quale le risposte correlate alla paura e all’ansia sembrerebbero mediate da una cosiddetta “rete della paura” con centro nell’amigdala e comprendente anche l’ippocampo, il talamo, l’ipotalamo, la regione grigia periaqueductale, il locus coeruleus ed altri siti del sistema nervoso centrale. Molti altri studi di neuroimaging hanno confermato il ruolo essenziale delle regioni cerebrali suddette nella fisiopatologia degli attacchi di panico ricorrenti. Tuttavia, gli studi funzionali recenti suggeriscono un’attivazione anormale comprendente altre aree come la corteccia cerebrale anteriore e mediocingolare, l’insula, le porzioni laterali e medie della corteccia prefrontale. Studi neurochimici avanzati hanno sottolineato l’importanza anche della neurotrasmissione serotonergica, noradrenergica e glutamatergica nella patogenesi del disturbo di panico. Un nuovo promettente approccio di ricerca è “la genetica delle immagini“. Studi genetici sulle immagini sono stati progettati per valutare l’impatto delle variazioni genetiche (ovvero dei polimorfismi) sulla funzione cerebrale nelle regioni critiche per lo sviluppo del disturbo di panico. Alla luce di questi risultati è possibile immaginare che nel prossimo futuro la ricerca porterà allo sviluppo di strumenti clinicamente utili come biomarcatori predittivi e nuove opzioni di trattamento finalizzate alla guarigione degli attacchi di panico (Sobanski & Wagner, 2017).

L’ideazione suicidaria e la depressione sono condizioni cliniche importanti le quali possono essere trattate efficacemente con farmaci e con un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale focalizzata sui sintomi depressivi e sulle idee di morte. In uno studio 54 pazienti affetti da depressione lieve o moderata (per il 54% femmine con età media pari a 48,25 anni) sono stati assegnati ad un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale combinata ad esercizi o ad un percorso generico. Entrambi i gruppi di pazienti hanno effettuato sedute settimanali per 12 settimane mentre il gruppo di soggetti sottoposti a terapia cognitivo-comportamentale combinata ha effettuato anche alcuni esercizi tre volte a settimana nello stesso periodo. Le ideazioni suicidarie riportate, la depressione e le attività della vita quotidiana sono state valutate all’inizio e alla fine del trattamento.
Dai risultati sono emersi maggiori riduzioni nell’ideazione suicidaria, nella depressione ed un aumento delle attività della vita quotidiana nel gruppo di soggetti che effettuavano una terapia cognitivo-comportamentale combinata ad esercizi specifici finalizzati alla riduzione dei sintomi (Abdollahi et al., 2017). Quanto può durare la depressione? Il recupero del benessere completo può avvenire in tempi abbastanza rapidi, già dopo 3 o 4 settimane di terapia farmacologica e dopo alcuni mesi di psicoterapia. Le nuove strategie di trattamento possono incrementare le possibilità di raggiungere più rapidamente una guarigione completa del disturbo che generalmente avviene dopo un periodo di mantenimento della terapia di 9-12 mesi.

Riferimenti bibliografici:

Abdollahi A et al (2017). Effect of exercise augmentation of cognitive behavioural therapy for the treatment of suicidal ideation and depression. J Affect Disord. 219: 58-63.

Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (1948): edizione italiana del 2009.

Pace-Schott EF et al (2017). Resting state functional connectivity in primary insomnia, generalized anxiety disorder and controls. Psychiatry Res. 265: 26-34. [Epub ahead of print].

Sobanski T & Wagner G (2017). Functional neuroanatomy in panic disorder: Status quo of the research. World J Psychiatry. 7(1): 12-33.

Spence SH et al (2017). Generic versus disorder specific cognitive behavior therapy for social anxiety disorder in youth: A randomized controlled trial using internet delivery. Behav Res Ther. 90: 41-57.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

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Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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