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cognizione sociale

Psicoterapia cognitiva come strumento nella cognizione sociale

La cognizione sociale è la modalità con la quale gli individui danno significato alla loro esistenza interpretando le parole ed il comportamento degli altri.
L’uomo è un animale sociale e pertanto non può prescindere dall’interazione con gli altri individui. Tanto più le relazioni interpersonali sono significative tanto più la loro interruzione può suscitare uno scompenso emotivo, spesso dovuto all’attivazione di emozioni intense alle quali l’individuo non riesce ad attribuire significato.

Le determinanti chiave del funzionamento cognitivo durante la prima fase di un disturbo psicotico rimangono sconosciute. Lo scopo di un studio è stato quello di esaminare in modo completo la cognizione sociale, le funzioni neurocognitive di base, i predittori clinici di funzionamento sociale e globale in un campione di pazienti affetti da psicosi in fase precoce.
Sono stati reclutati 51 pazienti affetti da psicosi precoce. Le valutazioni hanno incluso una serie di misure self-report, di osservazione clinica cognitiva, di gravità dei sintomi e delle aree cognitive funzionanti. I risultati dello studio hanno rivelato una significativa associazione della funzione sociale autoriferita con più bassi livelli di ansia e sintomi psicotici negativi. Una significativa associazione è stata osservata anche tra i livelli più bassi di sintomi psicotici negativi ed il funzionamento sociale. Infine i risultati hanno dimostrato una significativa associazione tra riduzione dei sintomi psicotici negativi e miglioramento del funzionamento globale.
Domini clinici come i sintomi negativi, l’ansia e l’interazione sociale contribuiscono in modo significativo a determinare l’esito durante la prima fase di un disturbo psicotico. Queste caratteristiche cliniche potrebbero rappresentare marcatori utili per valutare le capacità di partecipazione sociale degli individui. Le implicazioni cliniche comprendono la necessità di un intervento precoce mirato ad affrontare l’ansia sociale ed i sintomi psicotici negativi per facilitare il recupero ottimale del paziente (Cacciotti-Saija et al., 2015).

Altre ricerche suggeriscono che i pazienti affetti da disturbo depressivo maggiore presenterebbero deficit nei campi della cognizione sociale e/o della metacognizione ovvero della consapevolezza del proprio modo di pensare, quindi di dare significato alle emozioni. 44 pazienti depressi che non assumevano farmaci ed un ugual numero di controlli sani sono stati valutati in più domini della cognizione sociale, tra cui la teoria della mente, la percezione sociale e la metacognizione. Una batteria di test neurocognitivi completi (non sociali) sono stati utilizzati nella ricerca. I pazienti che hanno raggiunto la remissione entro 6 mesi (29) sono stati rivalutati 6 mesi dopo la remissione.
Dai risultati i pazienti in remissione sono risultati significativamente migliori ai punteggi dei test neurocognitivi somministrati. Le capacità cognitive e metacognitive sociali possono pertanto migliorare ed essere quasi totalmente recuperate con la remissione dei sintomi della Depressione Maggiore (Ladegaard et al., 2015).

Uno studio ha esaminato negli adulti sani l’effetto diretto ed indiretto della cognizione sociale sul riconoscimento delle emozioni ed il controllo cognitivo.
Il campione comprendeva un totale di 70 adulti, di età compresa tra i 18 ed i 83 anni. I partecipanti sono stati equamente distribuiti in uno dei tre gruppi di età (giovani, adulti di mezza età ed anziani), in base al loro sesso ed al loro livello di istruzione. Sono state valutate le seguenti abilità cognitive: la capacità di interpretare un discorso indiretto, la capacità di comprendere una gaffe, la comprensione verbale mentale e sociale. Le attività di controllo cognitivo come il controllo inibitorio, il monitoraggio, la pianificazione e le emozioni base decodificate da segnali visivi sono state rispettivamente valutate.
Dai risultati è emerso che l’età avrebbe un significativo effetto indiretto negativo, tramite il controllo cognitivo, sulla cognizione sociale ovvero su attività tra le quali le capacità di interpretare parole e gaffes indirettamente.
La performance sembrerebbe diminuita negli adulti sani più anziani per quanto riguarda le specifiche dimensioni complesse di cognizione sociale a causa degli effetti negativi di età sul controllo cognitivo. Alcune dimensioni complesse della cognizione sociale possono però non essere interessati dall’invecchiamento frontale (Nazlidou et al., 2015).

Questi studi suggeriscono la presenza di un fisiologico decremento della cognizione sociale in età avanzata che sembrerebbe essere accelerato negli individui della stessa età affetti da disturbi psichici come la Depressione Maggiore e la schizofrenia in quanto tali pazienti partirebbero già da un livello cognitivo sociale inferiore rispetto ai soggetti sani.
Questa funzione può essere migliorata in una fase precedente grazie alla psicoterapia cognitiva la quale risulta essere un prezioso strumento per la regolazione delle emozioni attraverso il dialogo interno e la condivisione sociale.

Riferimenti bibliografici:

Cacciotti-Saija C et al (2015). Clinical symptoms predict concurrent social and global functioning in an early psychosis sample. Early Interv Psychiatry. [Epub ahead of print].

Ladegaard N et al (2015). The course of social cognitive and metacognitive ability in depression: Deficit are only partially normalized after full remission of first episode major depression. Br J Clin Psychol. [Epub ahead of print].

Nazlidou EI et al (2015). Social cognition in adults: the role of cognitive control. Hell J Nucl Med. 18 Suppl 1:109-121.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra-a-Roma-e-Perugia-Psicoterapeuta-Tiziana-Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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