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smartphone e tablet

L’uso eccessivo di smartphone e tablet fa dormire male: le ultime ricerche su bambini, adolescenti ed adulti

La qualità del sonno sembrerebbe strettamente associata alle abitudini di vita, tra cui l’uso del telefono cellulare digitale (il cosiddetto smartphone) e la navigazione su internet. Uno studio ha individuato il rapporto tra qualità del sonno dopo un uso eccessivo del telefono cellulare per accedere ad un social network.
La ricerca è stata condotta nel 2015 su 380 studenti universitari della facoltà di medicina residenti in Iran. I dati sono stati raccolti attraverso la somministrazione di due questionari: il Cell-Phone Over-Use Scale (COS) ed il Pittsburgh sleep quality questionnaire in soggetti che utilizzavano frequentemente il telefono cellulare per accedere ai social network.
L’età media dei partecipanti era di 21,8 ± 3,2 anni, il 69,1% del campione era di sesso femminile e l’11,7% dei soggetti era sposato. La prevalenza di uso eccessivo del cellulare era del 10,7% mentre la prevalenza di scarsa qualità del sonno è stata del 61,7%. La scarsa qualità del sonno ha mostrato una significativa associazione diretta con la dipendenza da telefono cellulare mentre la durata del sonno era inversamente correlata alla dipendenza da smartphone. Il sesso maschile e lo studio della medicina generale sono risultati i fattori predittivi più importanti per il peggioramento della qualità del sonno.
L’uso dei social network tramite smartphone, quindi, sembrerebbe associato a scarsa qualità e durata insufficiente del riposo notturno. Programmi predefiniti educativi, culturali e di intrattenimento dovrebbero essere rivolti ai bisogni essenziali degli studenti di medicina (Mohammadbeigi et al., 2016).

L’obiettivo di un altro studio è stato quello di esaminare l’associazione tra uso del telefono cellulare dopo aver spento la luce e disturbi del sonno tra gli adolescenti giapponesi.
Nella ricerca sono stati reclutati studenti delle scuole medie inferiori e superiori provenienti da tutto il Giappone. Un totale di 95680 adolescenti ha risposto ai questionari somministrati. Il tasso di risposta complessiva è stata del 62,9% e 94777 questionari sono stati sottoposti ad analisi.
L’uso del telefono cellulare tutti i giorni, anche se solo per un breve periodo di tempo, ogni giorno, è stata riportata dall’ 84,4% dei soggetti valutati. L’8,3% dei soggetti ha dichiarato di utilizzare il proprio telefono cellulare per chiamare tutti i giorni mentre il 17,6% per l’invio di messaggi di testo ogni giorno o durante la notte (dopo aver spento la luce). L’analisi dei dati ha mostrato che l’uso del telefono cellulare per chiamare e per l’invio di messaggi di testo a luce spenta era associata a disturbi del sonno (durata del sonno più breve, scarsa qualità soggettiva del sonno, eccessiva sonnolenza diurna e sintomi di insonnia). Questo studio ha dimostrato come l’uso dei telefoni cellulari per chiamare ed inviare messaggi di testo dopo aver spento la luce sembrerebbe associato a disturbi del sonno tra gli adolescenti giapponesi (Munezawa et al., 2011).

L’ipotesi che un uso eccessivo del telefono cellulare possa incidere sul riposo notturno sembrerebbe confermata anche nei bambini. La breve durata del sonno, inoltre, sarebbe un fattore di rischio per l’insorgenza di obesità infantile. I bambini, infatti, usano sempre più spesso dispositivi di intrattenimento e di comunicazione elettronica come i videogiochi, i computer e gli smartphone. Una ricerca ha valutato che l’uso notturno di tali dispositivi sarebbe associata ad una durata ridotta del sonno, un eccessivo peso corporeo, una dieta di pessima qualità e più bassi livelli di attività fisica. I risultati degli ultimi studi rafforzano le raccomandazioni della American Academy of Pediatrics già esistenti da tempo e relative all’uso eccessivo di TV ed internet nella popolazione pediatrica. Viene, infatti, raccomandato di ridurre la disponibilità di videogiochi e smartphone nelle camere da letto dei bambini. Tale ricerca ha individuato un campione rappresentativo di 3398 bambini canadesi. L’indagine comprendeva domande sugli stili di vita dei bambini e sui loro comportamenti avvalendosi della somministrazione di test specifici come l’Harvard Youth/Adolescent Food Frequency questionnaire, un questionario che valutava l’attività fisica insieme alle misure di altezza e peso. Nella ricerca sono state valutate le associazioni tra accesso notturno ai dispositivi elettronici e vari fattori: qualità di sonno, qualità della dieta, attività fisica e peso corporeo.
Dai risultati il 64% dei genitori ha riferito che il loro bambino ha avuto accesso ad uno o più dispositivi elettronici nella loro camera da letto. L’uso notturno di tali dispositivi sembrerebbe associato ad una durata ridotta del sonno, un eccessivo peso corporeo, una scarsa qualità della dieta ed a più bassi livelli di attività fisica in maniera statisticamente significativa.
Limitare la disponibilità di tali dispositivi nella camera dei ragazzi e scoraggiarne l’uso serale e notturno può essere considerato una strategia importante per favorire il sonno e ridurre l’obesità infantile (Chahal et al., 2013).
In caso di disturbi del sonno in età infantile, adolescenziale o adulta è comunque sempre opportuno ricorrere al parere di uno specialista per evitare un aggravamento di tali disturbi nel tempo.

Riferimenti bibliografici:

Chahal H et al (2013). Availability and night-time use of electronic entertainment and communication devices are associated with short sleep duration and obesity among Canadian children. Pediatr Obes. 8(1): 42-51.

Mohammadbeigi A et al (2016). Sleep Quality in Medical Students; the Impact of Over-Use of Mobile Cell-Phone and Social Networks. J Res Health Sci. 16(1): 46-50.

Munezawa T et al (2011). The association between use of mobile phones after lights out and sleep disturbances among Japanese adolescents: a nationwide cross-sectional survey. Sleep. 34(8): 1013-20.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra-a-Roma-e-Perugia-Psicoterapeuta-Tiziana-Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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