Stimolazione magnetica transcranica: indicazioni, rischi ed efficacia
La stimolazione magnetica transcranica รจ un trattamento indicato per molti disturbi mentali con eterogeneo mantenimento dellโefficacia a lungo termine.
La stimolazione magnetica transcranica, conosciuta anche con la sigla inglese TMS, รจ una tecnica di neuromodulazione non invasiva utilizzata soprattutto nel trattamento della Depressione Maggiore. Tale tecnica viene effettuata attraverso una bobina che viene appoggiata sul cuoio capelluto producendo impulsi magnetici capaci di modulare lโattivitร delle aree e delle reti cerebrali coinvolte nella regolazione dellโumore, dei pensieri e del comportamento.
Quando gli impulsi magnetici vengono somministrati ripetutamente si parla di stimolazione magnetica transcranica ripetitiva, o rTMS. Questo trattamento puรฒ essere effettuato in regime ambulatoriale, non richiede anestesia e non produce generalmente crisi epilettiche, come puรฒ succedere, invece, con la terapia elettroconvulsivante. Al termine della seduta la persona puรฒ normalmente riprendere le proprie attivitร quotidiane (Trapp et al., 2025; Rossi et al., 2021).
Come funziona la TMS?
La bobina genera un campo magnetico che attraversa il cranio e induce una debole corrente elettrica nel tessuto cerebrale sottostante modificando temporaneamente lโeccitabilitร dei neuroni. Quando il trattamento viene ripetuto per piรน giorni o settimane, puรฒ favorire cambiamenti piรน duraturi nella comunicazione tra i circuiti cerebrali. Tuttavia, gli effetti dipendono da tanti fattori: dallโarea cerebrale stimolata, dalla frequenza e/o intensitร degli impulsi, dal numero complessivo di sedute praticate, dalla forma della bobina e, infine, dalle caratteristiche cliniche individuali.
Nella Depressione Maggiore viene frequentemente stimolata la corteccia prefrontale dorsolaterale, coinvolta nei processi cognitivi e nella regolazione emotiva.
Un protocollo piรน recente, denominato stimolazione intermittente theta-burst, o iTBS, utilizza brevi sequenze di impulsi organizzate secondo un ritmo simile ad alcune oscillazioni naturali del cervello, con tempi di somministrazione piรน brevi (Lefaucheur et al., 2020; Blumberg et al., 2018).
Quali sono le principali indicazioni della TMS?
Lโindicazione con le evidenze scientifiche piรน solide รจ rappresentata dalla Depressione Maggiore farmacoresistente oppure trattata con farmaci che hanno causato effetti collaterali difficili da tollerare.
La rTMS puรฒ essere utilizzata da sola oppure, come avviene piรน frequentemente, puรฒ essere integrata con il trattamento farmacologico e la psicoterapia. Numerosi studi controllati e metanalisi hanno documentato la maggiore efficacia di una terapia integrata rispetto alla pratica della sola rTMS (Vida et al., 2023).
Non tutte le persone rispondono nello stesso modo alla tecnica. In generale, la probabilitร di beneficio tende a essere maggiore quando la depressione non รจ diventata estremamente resistente ai trattamenti e quando non persistono sintomi residui particolarmente importanti. Una mancata risposta alla TMS, inoltre, non significa che non esistano altre possibilitร terapeutiche.
Unโaltra indicazione sostenuta da studi controllati รจ il disturbo ossessivo-compulsivo, soprattutto nelle persone che non hanno ottenuto risultati sufficienti dalla terapia farmacologica e dalla psicoterapia cognitivo-comportamentale con esposizione e prevenzione della risposta. Per il disturbo ossessivo-compulsivo vengono utilizzati specifici protocolli: la cosiddetta deep TMS, diretta verso circuiti comprendenti la corteccia prefrontale mediale e la corteccia cingolata anteriore.
Lโapplicazione della stimolazione magnetica transcranica viene studiata anche nel trattamento di: disturbo bipolare, disturbo da stress post-traumatico, dipendenze, schizofrenia, dolore neuropatico, riabilitazione post-ictus, disturbi cognitivi e neurologici.
Per alcune di queste condizioni esistono risultati promettenti, ma il livello delle prove, i bersagli cerebrali e i protocolli non sono ancora uniformi. La presenza di studi preliminari non equivale automaticamente a unโindicazione clinica consolidata (Lefaucheur et al., 2020).
Quali sono gli effetti collaterali piรน comuni?
La TMS รจ generalmente ben tollerata, ma non รจ corretto definirla completamente priva di effetti collaterali. Gli effetti indesiderati piรน frequenti sono: dolore o aumentata sensibilitร nel punto in cui viene posizionata la bobina, cefalea, contrazioni dei muscoli del viso, della mandibola o del cuoio capelluto, fastidio al collo, affaticamento transitorio. Tali effetti sgradevoli si presentano generalmente lievi o moderati e tendono a ridursi dopo le prime sedute. Quando necessario, il medico puรฒ modificare gradualmente lโintensitร , la posizione della bobina o altri parametri della tecnica
Lโeffetto avverso piรน serio รจ la possibile comparsa di una crisi epilettica. Si tratta, tuttavia, di un evento raro quando vengono rispettati i protocolli di sicurezza. Il rischio deve essere valutato con particolare attenzione, soprattutto in presenza di epilessia, lesioni cerebrali, astinenza da alcol o sostanze, grave privazione di sonno oppure assunzione di farmaci che possono ridurre la soglia convulsiva (Rossi et al., 2021).
Nelle persone affette da disturbo bipolare puรฒ verificarsi, raramente, un passaggio verso ipomania o mania. Per questo motivo รจ fondamentale diagnosticarlo correttamente.
La TMS non รจ generalmente associata ad un peggioramento cognitivo clinicamente significativo; in alcuni pazienti attenzione e memoria possono migliorare parallelamente alla riduzione dei sintomi depressivi (Trapp et al., 2025; Rossi et al., 2021).
Gli impulsi della TMS producono un suono intenso e ripetuto, pertanto, durante le sedute devono quindi essere utilizzati dispositivi di protezione per lโudito. Il rischio di danno acustico รจ molto basso quando vengono rispettate le misure previste dai protocolli di sicurezza. La presenza di impianti o apparecchi elettronici presenti nelle varie parti del corpo (ad esempio impianti cocleari, clip intracraniche, neuromodulatori) non rappresentano una controindicazione assoluta ma richiedono particolare cautela (Rossi et al., 2021)
Quanto durano i risultati?
La risposta ottenuta con un ciclo acuto di TMS non รจ assolutamente permanente. La Depressione Maggiore รจ una patologia potenzialmente ricorrente e il rischio di ricaduta dipende dalla gravitร del disturbo, dal numero degli episodi precedenti, dalla presenza di sintomi residui e dalla prosecuzione degli altri trattamenti.
In uno studio naturalistico con follow-up di dodici mesi, circa due terzi dei pazienti che avevano risposto al ciclo iniziale conservarono il beneficio nel tempo. Meno del 30% dei responder o dei pazienti in remissione andรฒ incontro a una ricaduta nellโanno successivo. ร importante sottolineare che i partecipanti alla ricerca hanno continuato il trattamento farmacologico ed hanno effettuato nuove sedute di TMS in caso di peggioramento. Pertanto i risultati non dimostrano che un singolo ciclo sia sufficiente, da solo, a proteggere indefinitamente dalle ricadute del disturbo (Dunner et al., 2014).
Una revisione sistematica ha confermato che una parte significativa dei pazienti mantiene il miglioramento per diversi mesi, ma ha anche evidenziato una progressiva riduzione della stabilitร della risposta con lโaumentare del tempo di osservazione (Senova et al., 2019).
Una metanalisi comprendente 14 studi e 705 pazienti ha rilevato un beneficio complessivo associato alla TMS di mantenimento, ma ha evidenziato una notevole eterogeneitร tra frequenza delle sedute, protocolli e criteri di selezione dei pazienti. Di conseguenza, le prove disponibili sostengono la possibile utilitร delle sedute di mantenimento, ma non permettono ancora di indicare un unico schema ottimale (Akram et al., 2025).
La TMS รจ una cura definitiva?
La stimolazione magnetica transcranica non รจ una โcura miracolosaโ e non sostituisce automaticamente farmaci, psicoterapia o altri interventi. ร un trattamento scientificamente fondato, non invasivo e generalmente ben tollerato, che puรฒ offrire un beneficio significativo soprattutto nelle forme depressive che non hanno risposto adeguatamente alle cure precedenti. La possibilitร di distanziare le sedute, programmare un mantenimento o intervenire precocemente con un nuovo ciclo va valutata individualmente, sulla base dellโandamento clinico e non sono ancora disponibili programmi standardizzati uguali per tutti.
Riferimenti bibliografici:
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Dott.ssa Tiziana Corteccioni
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