Depressione resistente al trattamento con farmaci: cosa fare?
La depressione farmaco resistente puรฒ essere trattata efficacemente attraverso lโassociazione tra farmaci e un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale.
La depressione resistente ai farmaci รจ caratterizzata da un quadro clinico depressivo cronico che non risponde allโutiizzo di due o piรน antidepressivi con meccanismi dโazione differenti, assunti ad un dosaggio adeguato e per un tempo sufficiente.
Quali sono le esperienze dei pazienti con depressione farmaco resistente?
I pazienti parlano di una depressione che non passa e che li porta spesso a rinunciare definitivamente alle cure.
I farmaci antidepressivi sono abitualmente efficaci nel trattamento della depressione, ma non tutti quelli che li assumono migliorano utilizzando la terapia farmacologica.
Cosa dicono gli studi scientifici a riguardo della depressione resistente ai farmaci?
Una ricerca ha valutato l’efficacia dell’integrazione della terapia farmacologica con la terapia cognitivo-comportamentale in pazienti con depressione resistente alla farmacoterapia che erano alla ricerca continua di diverse cure farmacologiche.
Da settembre 2008 a dicembre 2014 รจ stato condotto uno studio randomizzato controllato della durata di 16 settimane con un follow-up di 12 mesi in due ospedali. I pazienti ambulatoriali reclutati avevano unโetร compresa tra 20 e 65 anni ed erano affetti da depressione farmaco resistente ovvero avevano effettuato senza risposta clinica unโassunzione di farmaci antidepressivi per piรน di 8 settimane.
I pazienti ambulatoriali, inoltre, sono stati assegnati in modo casuale alla terapia cognitivo-comportamentale combinata al trattamento antidepressivo oppure al solo trattamento antidepressivo. Lโeffetto del trattamento veniva valutato attraverso l’attenuazione dei sintomi depressivi dopo somministrazione di test Hamilton Rating Scale allโinizio dello studio e dopo 16 settimane.
Su un totale di 80 pazienti: 78 (il 97,5%) sono stati valutati per l’obiettivo primario e 73 (il 91,3%) sono stati seguiti per 12 mesi.
Dai risultati dello studio รจ emerso che la terapia cognitivo-comportamentale supplementare puรฒ alleviare significativamente i sintomi depressivi dopo 16 settimane e l’effetto del trattamento รจ solitamente mantenuto per almeno 12 mesi. I pazienti con depressione resistente alla farmacoterapia, pertanto, possono trarre beneficio dall’integrazione della normale terapia farmacologica con il percorso psicoterapeutico cognitivo-comportamentale (Nakagawa et al., 2017).
La terapia cognitiva basata sulla consapevolezza (Mindfulness) รจ una tecnica cognitivo-comportamentale efficace per i pazienti depressi. Tuttavia, non esistono molte ricerche che ne valutino lโefficacia per i pazienti depressi cronici, resistenti al trattamento farmacologico.
Eโ stato condotto uno studio pragmatico, multicentrico, randomizzato e controllato, il quale ha confrontato il trattamento farmacologico con lโassociazione tra farmaci e un percorso cognitivo-comportamentale basato sulla mindfulness in 106 pazienti ambulatoriali con depressione cronica. Questi pazienti avevano precedentemente ricevuto una terapia farmacologica per piรน di 4 settimane e un trattamento psicologico per piรน di 10 sedute.
Dai risultati รจ emerso che i partecipanti al trattamento antidepressivo + mindfulness presentavano sintomi depressivi significativamente inferiori rispetto ai pazienti trattati solo con antidepressivi.
Il gruppo di partecipanti che avevano ricevuto farmaci + mindfulness ha riportato tassi di remissione significativamente piรน elevati, livelli di ruminazione inferiori, una maggiore qualitร della vita e maggiori capacitร di consapevolezza. Inoltre, i pazienti che hanno completato il percorso mindfulness hanno mostrato riduzioni significative dei sintomi depressivi (Cladder-Micus et al., 2018).
Cosa fare se si soffre di una depressione resistente al trattamento farmacologico?
Bisogna rivolgersi ad uno psichiatra psicoterapeuta per individuare il percorso terapeutico piรน adeguato alla propria condizione clinica. Alla luce delle evidenze scientifiche sarebbe preferibile l’associazione tra farmaci e un percorso psicoterapeutico cognitivo-comportamentale.
Riferimenti bibliografici:
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Dott.ssa Tiziana Corteccioni
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