shopping compulsivo

Shopping compulsivo: sintomi, cura, come fare per uscirne ovvero come smettere con una terapia adeguata

Lo shopping compulsivo è un modello psicopatologico di acquisto cronico e ripetitivo che spesso diventa difficile da interrompere comportando possibili conseguenze dannose. Si tratta di un disturbo del controllo degli impulsi ed ha caratteristiche simili ad altre forme di dipendenza senza però comportare l’uso di sostanze stupefacenti. Molti sono i fattori sociali e culturali che tendono ad aumentare il rischio di dipendenza dallo shopping. La facile disponibilità di denaro e la tendenza ad accumulare beni può favorirne l’insorgenza. L’acquisto di prodotti, inoltre, è stato reso più facile grazie alla diffusione di negozi on-line e di canali televisivi dedicati allo shopping 24 ore al giorno.

Quali sono i sintomi dello shopping compulsivo? Quali sono gli aspetti rilevanti della psicologia del compratore compulsivo? Una sintomatologia molto comune include la tendenza a fare shopping o a spendere soldi dopo oscillazioni emotive (delusione, rabbia, paura). Lo shopping o le abitudini di spesa solitamente arrivano a causare disagio emotivo con conseguenti discussioni con gli altri in merito agli acquisti effettuati. Gli individui affetti da questo disturbo pensano eccessivamente ai soldi e possono sentirsi smarriti non avendo a disposizione denaro da spendere e arrivando ad acquistare articoli a credito. Vengono spesso riferite sensazioni di euforia ed eccitazione quando si spendono soldi. La colpevolezza di aver perso il controllo con conseguente confusione e vergogna emergerebbero solo dopo gli acquisti. Comuni sono le menzogne agli altri sugli acquisti fatti e/o sull’entità della spesa. Solitamente viene impiegato molto tempo nella gestione di conti o fatture per sistemare le spese.

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) ha incluso il gioco d’azzardo patologico nella categoria dei “Disturbi correlati a sostanze e disturbi da addiction” riflettendo così l’evidenza che i comportamenti di gioco attiverebbero i sistemi di ricompensa in modo simile alle droghe d’abuso. Tuttavia è ancora in discussione se altre forme meno riconosciute di comportamenti compulsivi come lo shopping, il sesso compulsivo e la cleptomania possano essere concettualizzate o meno come dipendenze (American Psychiatric Association, 2014).

Da una metanalisi degli studi sullo shopping compulsivo negli adulti emergerebbe una prevalenza generale del disturbo del 4,9% con stime più alte tra gli studenti universitari (8,3%), i campioni non rappresentativi del disturbo (12,3%) ed i campioni specifici di soggetto affetti da shopping compulsivo (16,2%). I giovani e le donne sarebbero associati ad un maggiore rischio di soffrire di shopping compulsivo (Maraz et al., 2016). Il disturbo, inoltre, sembrerebbe associato ad altre forme di dipendenza, come quella da sostanze stupefacenti e ad altri disturbi del controllo degli impulsi. Gli acquirenti compulsivi riporterebbero anche livelli più elevati di impulsività e/o di sintomi ossessivo-compulsivi, bassi livelli di autostima con disagio psicologico ed una probabilità cinque volte maggiore di soddisfare i criteri per un disturbo di personalità borderline rispetto ai compratori non-compulsivi (Maraz et al., 2015).

Come si cura lo shopping compulsivo? Come si fa a smettere? Quali sono i rimedi per curare la dipendenza da shopping ovvero come fare per uscirne? La pianificazione di una terapia adeguata per il disturbo da acquisto compulsivo dovrebbe tenere conto del genere e delle potenziali comorbilità psichiatriche (Nicoli de Mattos et al., 2016). Identificato da alcuni ricercatori come una compulsione e da altri come una dipendenza tale disturbo può essere trattato ricorrendo ad una terapia farmacologica, alla partecipazione a gruppi di auto-aiuto e mediante un percorso di terapia cognitivo-comportamentale. Fondamentale è affidarsi ad uno specialista per comprendere se la propria modalità di acquisto rappresenti o meno una patologia (Lee & Mysyk, 2004).

Negli ultimi anni è stato identificato un nuovo disturbo denominato disturbo da acquisto impulsivo-compulsivo (ICBD) ovvero un disturbo del controllo degli impulsi non altrimenti specificato caratterizzato da pulsioni e comportamenti compulsivi (acquisto di beni non necessari), disagio personale, compromissione del funzionamento sociale e professionale, problemi finanziari. La terapia cognitivo-comportamentale e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono attualmente considerati i trattamenti più efficaci per questa patologia emergente (Dell’Osso et al., 2008).

Riferimenti bibliografici:

American Psychiatric Association. DSM-5, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Raffaello Cortina Editore, 2014.

Dell’Osso B et al (2008). Impulsive-compulsive buying disorder: clinical overview. Aust N Z J Psychiatry. 42(4): 259-66.

Maraz A et al (2015). Prevalence and construct validity of compulsive buying disorder in shopping mall visitors. Psychiatry Res. 228(3): 918-24.

Maraz A et al (2016). The prevalence of compulsive buying: a meta-analysis. Addiction.111(3): 408-19.

Nicoli de Mattos C et al (2016). Gender Differences in Compulsive Buying Disorder: Assessment of Demographic and Psychiatric Co-Morbidities. PLoS One. 11(12): e0167365.

Lee S & Mysyk A (2004). The medicalization of compulsive buying. Soc Sci Med. 58(9): 1709-18.

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