Efficacia della psicoterapia
Dati neurobiologici della condivisione emotiva.
La psicoterapia รจ un trattamento che si basa sulla condivisione con il terapeuta di emozioni, pensieri e sensazioni. Il linguaggio puรฒ certamente essere utilizzato per comunicare emozioni. Le ultime ricerche neurobiologiche, perรฒ, suggeriscono che lโutilizzo della comunicazione puรฒ aiutare anche a costruire le emozioni trasformando sensazioni in percezioni specifiche di โrabbiaโ, โdisgustoโ, โpauraโ ecc.
Approccio cognitivo costruttivista
Il potente ruolo del linguaggio emotivo รจ previsto dallโapproccio cognitivo costruttivista il quale stabilisce che le emozioni vengono elaborate quando le sensazioni sono classificate utilizzando categorie emotive conosciute ed espresse attraverso la lingua. Dati neuropsicologici e studi di neuroimaging confermano il ruolo del linguaggio emotivo che andrebbe oltre la comunicazione per aiutare lโindividuo nella costruzione di percezioni emotive ed esperienze emotive (Lindquist et al., 2015).
Le interazioni sociali
Le interazioni sociali sono fondamentali per il comportamento umano ma la definizione dei circuiti neurali alla base di tale comportamento resta un obiettivo impegnativo. Gli studi di risonanza magnetica funzionale hyperscanning (fMRI) permetterebbero di studiare il flusso di informazioni scambiate tra cervelli umani durante lโinterazione sociale. In una sistema hardware che consente di studiare lโinterazione audiovisiva dei soggetti collegati allo scanner fMRI si potrebbero caratterizzare i componenti di connettivitร trasversale dei cervelli che rappresentano lโinterazione tra i due individui, individuando il flusso di informazioni tra la giunzione temporo-parietale del ricevitore e del mittente. La connettivitร tra i cervelli rappresenterebbe una misura chiave del comportamento sociale. I risultati degli studi sottolineano il ruolo centrale di aree corticali specifiche umane nelle interazioni cerebrali dinamiche (Bilek et al., 2015).
Uno studio recente ha investigato le basi neurofisiologiche delle funzioni cognitive sottostanti lโesecuzione di azioni comuni sempre mediante la tecnica chiamata hyperscanning fMRI che si basa proprio sulla registrazione simultanea dellโattivitร cerebrale dei pazienti e comprende lโanalisi del rapporto funzionale tra le attivitร cerebrali degli individui interagenti. Nello studio citato รจ stata associata una registrazione elettroencefalografica ad alta densitร (hdEEG) di 16 coppie di soggetti che effettuavano unโazione comune, con livelli controllati di cooperazione. I risultati delle analisi della connettivitร corticale hanno mostrato differenze significative nelle interazioni dei soggetti tra la condizione: โazione di cooperazione congiuntaโ ed una condizione in cui ai soggetti รจ stato detto che stavano interagendo con un PC mentre in realtร stavano interagendo con un altro soggetto umano. La funzione cerebrale, pertanto, sarebbe influenzata dalle aspettative psicologiche degli individui in esame (Astolfi et al., 2014).
Un altro studio di risonanza magnetica funzionale (fMRI) ha studiato il flusso di informazioni affettive tra soggetti impegnati in una costante comunicazione non verbale (facciale) di emozioni. Durante lo studio รจ stato individuato il livello di attivitร neurale allโinterno della stessa rete cerebrale del ricevente e del mittente. Tale rete varierebbe a seconda dellโemozione comunicata. ร stata individuata, inoltre, una successione temporale del flusso di informazioni affettive dal cervello del mittente al cervello del ricevente, con una rilevazione di informazioni significativamente in ritardo nel ricevente rispetto alle informazioni elaborate nel cervello del mittente. Questo ritardo diminuirebbe nel corso del tempo riflettendo una sintonia tra colui che percepisce ed il mittente. Tali dati supporterebbero le attuali teorie sullโintersoggettivitร , fornendo la prova diretta che, durante una continua comunicazione facciale non verbale, esista uno spazio comune capace di influenzare ciรฒ che viene successivamente costruito attraverso i segnali facciali affettivi tra mittente e ricevente (Anders et al., 2011).
Sono stati pubblicati anche studi sullโefficacia clinica della psicoterapia psicodinamica. Recentemente i ricercatori hanno studiato gli effetti di questo trattamento sul metabolismo cerebrale o lโattivitร sinaptica. Una vasta ricerca bibliografica ha permesso di acquisire dati dagli studi pubblicati disponibili. In una revisione sistematica sono stati inclusi 11 studi (2 studi clinici randomizzati e controllati, 5 studi controllati, 4 casi clinici) che coinvolgono complessivamente 210 persone: 94 volontari sani e 116 soggetti con disturbi dellโumore, disturbo di panico, disturbi somatoformi, disturbo di personalitร borderline. Una varietร di tecniche di neuroimaging sono state impiegate per esaminare lโattivitร metabolica regionale cerebrale e la neurotrasmissione sinaptica prima e dopo il trattamento psicoterapeutico. Dai risultati degli studi รจ emersa una normalizzazione dellโattivitร metabolica e sinaptica nelle regioni limbiche, mesencefaliche e prefrontali che si verificherebbero in associazione ai risultati clinici. La psicoterapia psicodinamica quindi sembrerebbe avere effetti dimostrabili sulla funzione cerebrale in diverse popolazioni cliniche (Abbass et al., 2014).
Riferimenti bibliografici:
Abbass AA et al (2014). Review of psychodynamic psychotherapy neuroimaging studies. Review article. Psychother Psychosom. 83(3): 142-7.
Anders S et al (2011). Flow of affective information between communicating brains. Neuroimage. 54(1): 439-46.
Astolfi L et al (2014). Investigating the neural basis of cooperative joint action. An EEG hyperscanning study. Conf Proc IEEE Eng Med Biol Soc. 4896-9.
Lindquist KA et al (2015). Does language do more than communicate emotion? Curr Dir Psychol Sci. 24(2): 99-108.
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Dott.ssa Tiziana Corteccioni
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