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adolescenza

Disturbi psichici e problemi diffusi in adolescenza: dalla depressione all’uso di droghe

L’adolescenza rappresenta la fase della vita nella quale viene generalmente collocato l’esordio della maggior parte dei disturbi psichici. L’età compresa tra i 12 ed i 19 anni è, infatti, un periodo durante il quale si verificano cambiamenti fisici e comportamentali notevoli. Le variazioni comportamentali riflettono processi che si verificano a livello cerebrale ovvero cambiamenti strutturali della corteccia cerebrale dovuti alla potatura sinaptica. In tale periodo aumenterebbe anche il volume della sostanza bianca mielinizzata. Il cervello degli adolescenti, pertanto, sembrerebbe molto complesso e sensibile agli stimoli esterni (Paus et al., 2008).

Rispetto ad altri periodi della vita durante l’adolescenza la suscettibilità ad una serie di patologie psichiatriche è maggiore, soprattutto nelle femmine. I disturbi che emergono durante l’adolescenza possono essere più duraturi rispetto a quelli con un esordio più tardivo.
Negli adolescenti con disturbi psichici si riscontrano spesso alterazioni comuni dei processi motivazionali o di quelli di ricompensa anche se la direzione di questi cambiamenti può variare da un disturbo all’altro (Fairchild et al., 2011).

Durante l’adolescenza i cambiamenti ormonali e lo sviluppo neurologico sono finalizzati a garantire la riproduzione ed a raggiungere l’indipendenza.
La crescita dei processi neurali, il rimodellamento delle connessioni sinaptiche, l’aumento della mielinizzazione nelle aree prefrontali e la maturazione dei collegamenti nelle aree sottocorticali sembrerebbero notevolmente accelerati in adolescenza, seguendo un modello asincrono in diverse aree del cervello. Le ricerche di Neuroimaging, basate sull’uso della risonanza magnetica funzionale, strutturale, hanno fornito la maggior parte delle conoscenze attuali sulla neuropatologia strutturale e funzionale dei disturbi psichiatrici adolescenziali.

L’insoddisfazione per la propria immagine corporea in adolescenza può portare all’insorgenza di disturbi alimentari (come l’anoressia e la bulimia).
I primi episodi di schizofrenia si verificano generalmente durante l’adolescenza e potrebbero essere legati a perdite maggiori di quelli abituali in densità di materia grigia ed integrità di sostanza bianca, mostrando una divergenza di traiettorie di maturazione rispetto ad uno sviluppo neurale normale. La progressione della malattia renderebbe i cervelli degli adolescenti affetti da disturbo schizofrenico simili a quelli dei soggetti schizofrenici in età adulta.
I disturbi d’ansia e dell’umore in adolescenza sembrerebbero collegati ad un anomalo aumento di attività dell’amigdala e delle aree corticali prefrontali ventrali. Alcuni dati scientifici, inoltre, suggeriscono che anomalie neurali dell’amigdala e manifestazioni ansiose sembrerebbero più frequenti negli adolescenti rispetto agli adulti.
La dipendenza da alcol in adolescenza, invece, risulterebbe correlata con una ridotta integrità della sostanza bianca e con una ridotta densità della materia grigia che, data l’elevata intensità del rimodellamento sinaptico e mielinico del periodo, potrebbe causare cambiamenti permanenti, profondi nei circuiti di supporto della memoria, nel controllo emotivo o nei comportamenti appetitivi.

L’interazione di varie modifiche cerebrali permanenti, dovute all’esposizione prenatale a determinati fattori di rischio psicosociali materni in associazione all’espressione contemporanea di fattori genetici e/o all’esposizione ambientale a determinati virus o farmaci può essere un fattore importante nella comparsa di disturbi psichiatrici in adolescenza (Miguel-Hidalgo et al., 2013).

In adolescenza possono insorgere anche disturbi di personalità che spesso possono portare conseguenze a lungo termine sulla salute mentale e sulla vita sociale.
In Australia è stato reclutato un campione di 1520 soggetti adolescenti, seguito nel tempo (dal 1992 al 2014). La presenza e la gravità di un eventuale disturbo della personalità sono state valutate all’età di 24 anni con una intervista semi-strutturata, per effettuare una valutazione standardizzata della personalità. All’età di 35 anni i partecipanti allo studio hanno manifestato i seguenti disturbi: depressione maggiore, disturbi d’ansia, consumo di fumo ed alcol, uso di sostanze stupefacenti.

All’età di 24 anni 305 soggetti (il 27% del campione osservato) non hanno avuto né difficoltà di personalità né disturbi di personalità. All’età di 24 anni la presenza di un grave disturbo di personalità era associata con l’assenza di una laurea o di una qualifica professionale, alla presenza di disturbi psichici comuni ed al fumo di sigaretta. All’età di 35 anni la gravità del disturbo della personalità era indipendentemente associata con il non essere in una relazione stabile, con l’aumento della probabilità di soffrire di un disturbo d’ansia o di depressione maggiore.

Secondo questa ricerca, quindi, la presenza di un disturbo di personalità in adolescenza può comportare l’insorgenza successiva di disturbi d’ansia o depressivi e l’assenza di relazioni a lungo termine, effetti che sembrerebbero attribuibili a preesistenti problemi di salute mentale, abuso di sostanze stupefacenti o problemi sociali (Moran et al., 2016).

Riferimenti bibliografici:

Fairchild G (2011). The developmental psychopathology of motivation in adolescence. Dev Cogn Neurosci. 1(4): 414-29.

Miguel-Hidalgo JJ (2013). Brain structural and functional changes in adolescents with psychiatric disorders.Int J Adolesc Med Health. 25(3): 245-56.

Moran P et al (2016). The influence of personality disorder on the future mental health and social adjustment of young adults: a population-based, longitudinal cohort study. Lancet Psychiatry. 3(7): 636-45.

Paus T et al (2008). Why do many psychiatric disorders emerge during adolescence? Nat Rev Neurosci. 9(12): 947-57.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

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Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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