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agorafobia

Agorafobia come patologia indipendente dagli attacchi di panico

Secondo il nuovo manuale diagnostico statistico delle malattie mentali (DSM-5) per agorafobia si intende la presenza di paura o ansia marcate relative a due (o più) delle seguenti cinque situazioni: utilizzo dei trasporti pubblici (per esempio automobili, bus, treni, navi, aerei), trovarsi in spazi aperti (per esempio parcheggi, mercati, ponti), trovarsi in spazi chiusi (per esempio negozi, teatri, cinema), stare in fila oppure tra la folla, essere fuori casa da soli. In queste situazioni l’individuo teme che potrebbe essere difficile fuggire oppure che potrebbe non essere disponibile soccorso nell’eventualità che si sviluppino sintomi simili al panico o altri sintomi invalidanti o imbarazzanti (per esempio negli anziani paura di cadere, paura dell’incontinenza). Le situazioni agorafobiche vengono attivamente evitate, richiedono la presenza di un accompagnatore o vengono sopportate con paura o ansia intense. La paura che emergerebbe risulta sproporzionata rispetto al reale pericolo posto dalla situazione agorafobica ed al contesto socioculturale, tanto da causare generalmente disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

A differenza della precedente classificazione diagnostica (DSM-IV) l’agorafobia può essere diagnosticata indipendentemente dalla presenza di disturbo di panico. Se la presentazione clinica di un individuo soddisfa i criteri per il disturbo di panico e per l’agorafobia dovrebbero essere poste entrambe le diagnosi (American Psychiatric Association, 2014).
La relazione tra attacchi di panico, disturbo di panico ed agorafobia appare controversa.
L’attacco di panico è una intensa crisi d’ansia caratterizzata da sintomi somatici e psichici come palpitazioni, dolore al petto, fame d’aria, vertigini, sudorazione, sensazione di svenire, nausea, disturbi addominali, paura di morire, paura di impazzire, paura di perdere il controllo, brividi, vampate di calore, senso di irrealtà.
Per disturbo di panico si intende, invece, la presenza di attacchi di panico ricorrenti seguiti da un periodo di almeno un mese caratterizzato da preoccupazioni relative alla comparsa di nuovi attacchi di panico e/o alle conseguenze degli attacchi (come impazzire, perdere il controllo) e/o ad alterazione del comportamento a causa degli attacchi.

Lo scopo di uno studio del 2008 è stato quello di esaminare il naturale decorso di 10 anni di questi disturbi nei primi tre decenni di vita, la loro stabilità e le loro transizioni reciproche.
Dai risultati sono emerse differenze di età d’esordio, rischio di incidenza e differenziazione di genere. La presenza di attacchi di panico o di disturbo di panico determinerebbe solo un rischio moderato per la successiva insorgenza di agorafobia mentre la presenza di agorafobia iniziale presenterebbe un rischio ancora più basso per la successiva insorgenza di attacchi di panico e disturbo di panico. Tutti e tre i disturbi hanno registrato nello studio tassi di remissione bassi (0-23%).

Le differenze nei modelli di incidenza, la progressione e la stabilità nel tempo indicano l’agorafobia come una condizione clinicamente significativa ed indipendente dai disturbi di panico. La maggior parte dei soggetti agorafobici dello studio, infatti, non ha mai sperimentato attacchi di panico (Wittchen et al., 2008).
Un altro studio ha esaminato la vulnerabilità nella prole al disturbo di panico ed all’agorafobia presente nei genitori. 3021 adolescenti e giovani adulti di età compresa tra i 14 ed i 24 anni sono stati seguiti per un periodo di 10 anni Le informazioni familiari sono state valutate attraverso interviste dirette con almeno un genitore o tramite una raccolta di informazioni sulla storia familiare (3014). Le diagnosi ed i sintomi selezionati sono stati valutati in entrambi: i genitori ed i soggetti esaminati utilizzando un colloquio diagnostico standardizzato (DSM-IV M-CIDI) con il rispettivo modulo sulla storia di famiglia. La presenza di attacchi di panico, disturbo di panico ed agorafobia nei genitori sembrerebbero essere associati ad un aumentato rischio di sviluppare i tre disturbi nella prole. La presenza di disturbo di panico nei genitori era presente indipendentemente dall’agorafobia mentre l’agorafobia senza disturbo di panico nei genitori non è stata associata ad un aumentato rischio di attacchi di panico, disturbo di panico o agorafobia nella prole. Il rischio era particolarmente elevato in figli di genitori con disturbo di panico ed agorafobia. Il rischio elevato non attribuirebbe a tali disturbi d’ansia una trasmissione familiare ma rappresenterebbe una aumentata vulnerabilità a tali disturbi nei figli (Nocon et al., 2008).
L’agorafobia è una condizione clinica che andrebbe trattata attraverso un percorso psicoterapeutico e/o farmacologico indipendentemente dalla presenza o meno di attacchi di panico. Questo per evitare l’insorgenza di una marcata compromissione del funzionamento socio-lavorativo dell’individuo.

Riferimenti bibliografici:

American Psychiatric Association. DSM-5, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Raffaello Cortina Editore, 2014.

Nocon A et al (2008). Differential familial liability of panic disorder and agoraphobia.Depress Anxiety. 25(5): 422-34.

Wittchen HU et al (2008). Agoraphobia and panic. Prospective-longitudinal relations suggest a rethinking of diagnostic concepts. Psychother Psychosom. 77(3): 147-57.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra-a-Roma-e-Perugia-Psicoterapeuta-Tiziana-Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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