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voyeurismo

Voyeurismo tra le perversioni sessuali o parafilie: cause, sintomi e cura

Il voyeurismo (o scopofilia) è una perversione sessuale (o parafilia) che consiste nel provare piacere guardando una persona mentre è nuda o in attività sessuali. La cosa più sorprendente in letteratura scientifica sul voyeurismo è la scarsità di materiale stampato. Scarse sono le pubblicazioni scientifiche a riguardo. Negli anni settanta un autore è stato in grado di trovare solo 15 articoli e nessun libro che trattava specificamente di voyeurismo. Nella ricerca veniva fatto il tentativo di rivedere quanti più aspetti possibili sul voyeurismo, fornendo materiale illustrativo quando disponibile. Le aree del triolismo (piacere o desiderio nell’osservare il partner in attività sessuali con un’altra persona) e della coprofilia (attribuzione di valenza sessuale o di piacere ad escrementi) sono state trattate in dettaglio per stabilire fino a che punto esse potevano appartenere alla deviazione psicologica del voyeurismo. La teoria della perversione si è basata sulla documentazione fornita dalle scuole psicoanalitiche e comportamentali a causa della mancanza di materiale proveniente da altri approcci.

Quali sono i sintomi del voyeurismo e che tipo è il voyeur? Solitamente il voyeur è un uomo relativamente giovane, di basso status socioeconomico. È spesso incline a reati minori. Il voyeurismo può essere considerato una deviazione dal normale comportamento sessuale e tali deviazioni non sono di per sé un comportamento criminale (Smith, 1976).
Quali sono le cause del voyeurismo? La perversione voyeuristica sembrerebbe avere alla base la paura della perdita di un oggetto nella prima età adulta la quale può essere un fattore importante predisponente alla propensione al voyeurismo. L’accresciuta necessità di mantenere il contatto visivo con l’oggetto e di incorporarlo visivamente porterebbe all’iperattività della funzione visiva che è tipica di questa parafilia. Questa necessità in seguito diventerebbe sessualizzata, pur mantenendo le sue connotazioni pregenitali. Sebbene la perdita dell’oggetto sia apparentemente significativa non è necessariamente un fattore in tutti i casi di voyeurismo e, quando presente, può essere considerata solo come un elemento della sua patogenesi (Almansi, 1979). I comportamenti compulsivi osservati nelle parafilie sessuali possono essere correlati a quelli del disturbo ossessivo-compulsivo (Abouesh & Clayton, 1999).

Come si cura il voyeurismo? Il trattamento è di solito psicoterapeutico e consiste generalmente in un’analisi o terapia di gruppo ed in altre forme di terapia come quella cognitivo-comportamentale comprendente tecniche di avversione ed evitamento (Smith, 1976). Esiste una terapia farmacologica per il voyeurismo? Basandosi principalmente sui casi clinici e sugli studi che indicano l’efficacia degli inibitori della ricaptazione della serotonina nel trattamento delle perversioni sessuali, è stata ipotizzata una collocazione di questa parafilia all’interno dello spettro ossessivo-compulsivo. In una ricerca effettuata su due pazienti, il primo voyeur e il secondo esibizionista, è emersa una risposta soddisfacente al trattamento con paroxetina. Sono necessari ulteriori studi comparativi al fine di indagare il ruolo del sistema della serotonina nella patogenesi delle parafilie sessuali e del disturbo ossessivo-compulsivo, nonché l’effetto degli inibitori della ricaptazione della serotonina in confronto ad altre terapie utilizzate nel trattamento delle parafilie (Abouesh & Clayton, 1999).

Riferimenti bibliografici:

Abouesh A & Clayton A (1999). Compulsive voyeurism and exhibitionism: a clinical response to paroxetine. Arch Sex Behav. 28(1): 23-30.

Almansi RJ (1979). Scopophilia and object loss. Psychoanal Q. 48(4): 601-19.

Smith RS (1976).Voyeurism: a review of literature. Arch Sex Behav.5(6):585-608.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

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Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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