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Sieropositività e salute mentale: perché è importante cercare di convivere serenamente con l’HIV

La salute mentale è un fattore importante nei soggetti HIV positivi in quanto sembrerebbe fondamentale per garantire una soddisfacente qualità della vita. La presenza di una sieropositività, infatti, oggi non determina necessariamente l’insorgenza della patologia manifesta, ovvero dell’AIDS. Esistono cure efficaci per tenere sotto controllo la malattia, anche se spesso l’opinione pubblica tende ancora a isolare ed a stigmatizzare i soggetti che ne sono affetti.

Proprio per la presenza della sieropositività e/o della stigmatizzazione che ne consegue le lesbiche, i gay ed i bisessuali possono essere a più alto rischio di sviluppare disturbi mentali rispetto alle persone eterosessuali.
Una revisione sistematica della letteratura pubblicata ha valutato la prevalenza di disturbi mentali, abuso di sostanze, tentativi di suicidio, ideazione suicidaria e comportamenti autolesivi in questa categoria di soggetti. Sono stati inclusi nella ricerca documenti su studi che effettuavano gruppi di confronto con eterosessuali, dotati di definizioni valide di orientamento sessuale e di salute mentale.
Di 13706 documenti identificati, 476 sono stati inizialmente selezionati e 25 studi hanno incontrato i criteri di inclusione. I dati estratti includevano 214344 soggetti eterosessuali e 11971 individui non eterosessuali.
Dai risultati è emerso un rischio 2 volte superiore di tentativi di suicidio in lesbiche, gay e bisessuali. Il rischio per l’insorgenza di disturbi di ansia o depressione e per la dipendenza da alcol o altre sostanze (in un periodo di 12 mesi o in tutta la vita) era almeno 1,5 volte superiore in lesbiche, gay e bisessuali. I risultati sono stati simili nei due sessi, anche se alcuni studi hanno rivelato come le donne lesbiche e bisessuali siano particolarmente a rischio di dipendenza da sostanze mentre la prevalenza una tantum di tentativi di suicidio era particolarmente elevata negli uomini gay e bisessuali (King et al., 2008).

Per esplorare l’associazione tra fattori intrapersonali o interpersonali e la presenza di comportamenti sessuali o psico-sociali resilienti tra giovani gay e bisessuali, HIV positivi, è stato effettuato uno studio nel Kenya occidentale.
511 soggetti di età compresa tra i 18 ed i 29 anni sono stati reclutati da nove comunità presenti nel Kenya occidentale. I partecipanti hanno completato un audio sondaggio computer-assistito in inglese. Dai risultati è emerso come il benessere psicosociale (a differenza del disagio psichico) possa favorire comportamenti sessuali resilienti, come l’uso del preservativo e psicosociali resilienti come aumento dell’autostima, aumento del sostegno sociale percepito, reazioni positive al trauma nei giovani pazienti affetti da HIV (Harper et al., 2015).

Il rischio di suicidio è stato raramente studiato nei pazienti affetti da HIV dell’Africa sub-sahariana. Uno studio ha esplorato i comportamenti suicidari in un campione clinico di persone omosessuali e eterosessuali con HIV residenti in Nigeria.
I pazienti sono stati intervistati utilizzando la Composite International Diagnostic Interview (CIDI-10.0) e la World Health Organization Quality of Life (WHO-QOL-HIV-BREF).
Il campione era composto da 828 pazienti (71% donne, di età media 41,3 ± 10 anni), la prevalenza di condotte suicidarie è stata del 15,1%, 5,8% e del 3,9%, rispettivamente per ideazione suicidaria, piani e tentativi di suicidio. Le donne erano più propense degli uomini a riferire ideazione suicidaria. I disturbi ansiosi e la depressione erano associati ad un aumento della probabilità di tutte le condotte suicidarie. Il comportamento suicidario è stato associato con punteggi significativamente più bassi della OMS-QOL.
Le condotte suicidarie sembrerebbero, perciò, molto comuni sia negli omosessuali che negli eterosessuali HIV positivi, significativamente associati alla presenza di disturbi mentali e ad una scarsa qualità della vita (Oladeji et al., 2015).

Le ricerche condotte sottolineano, quindi, come l’HIV sia strettamente associato alla presenza di disturbi psichici e come sia fondamentale curare anche le patologie psichiche in comorbilità al fine di garantire una soddisfacente qualità di vita.

Riferimenti bibliografici:

Harper GW et al (2015). Resilience among gay/bisexual young men in Western Kenya: psychosocial and sexual health outcomes. AIDS. 29 Suppl 3: S261-9.

King M et al (2008). A systematic review of mental disorder, suicide, and deliberate self harm in lesbian, gay and bisexual people. BMC Psychiatry. 8:70.

Oladeji BD et al (2015). Suicidal Behavior and Associations with Quality of Life among HIV/AIDS-Infected Patients in Ibadan, Nigeria. J Int Assoc Provid AIDS Care. [Epub ahead of print].

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La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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