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DOC o reale omosessualità

Paura di essere gay o lesbica: disturbo o reale omosessualità?

Il timore di essere omosessuale, non essendolo realmente, è un pensiero intrusivo, ricorrente, angosciante, frequente nel disturbo ossessivo-compulsivo.

 

Le ossessioni relative all’orientamento sessuale sono sintomi comuni nel disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e possono essere angoscianti per i pazienti. Nei soggetti affetti da DOC possono essere presenti pensieri omosessuali, immagini intrusive e impulsi ricorrenti legati all’attrazione per persone dello stesso sesso con conseguenti evitamenti, ricerche di rassicurazione e compulsioni palesi o nascoste.

Purtroppo poche ricerche hanno esaminato la relazione tra nevrosi ossessiva ed omosessualità. Tali studi hanno indagato le preoccupazioni relative all’orientamento sessuale, il dubbio ossessivo sulle proprie preferenze sessuali, la paura di diventare omosessuali o che altri possano confermare una presunta omosessualità. Uno studio, in particolare, ha riportato la prevalenza e le caratteristiche delle persone con ossessioni di orientamento sessuale. I partecipanti alla ricerca erano 409 e sono stati valutati con la scala Yale-Brown (YBOCS). L’8% del campione esaminato (n = 33 soggetti) ha riportato ossessioni di orientamento sessuale al momento attuale e l’11,9% del campione valutato (n = 49 soggetti) ha riferito sintomi presenti anche precedentemente. I soggetti con una storia di ossessioni sull’orientamento sessuale, inoltre, avevano il doppio della probabilità di essere maschi, con una moderata gravità del DOC. Le ossessioni sull’orientamento sessuale erano associate ad un aumento dell’angoscia ed a comportamenti di evitamento (Williams & Farris, 2011).

Le ossessioni sull’orientamento sessuale nel DOC, quindi, sono particolarmente dolorose, proprio a causa della natura indesiderata di tali ossessioni e, spesso, dello stigma che circonda l’omossessualità. Da una ricerca sono stati raccolti online i dati di 1176 soggetti: 74.6% maschi, 72.0% eterosessuali e 26.4% con una diagnosi di DOC. I risultati dello studio hanno indicato che le ossessioni relative all’orientamento sessuale nel DOC erano correlate a gravi difficoltà quotidiane e alla presenza di ideazione suicidaria (Williams et al., 2015).

La domanda principale dei soggetti con questo disturbo è “ma si tratta di DOC o è reale omosessualità”? Durante una revisione sistematica di 33 articoli con 732 partecipanti non clinici italiani sono stati valutati anche 52 pazienti affetti da DOC con preoccupazioni relative al proprio orientamento sessuale e 51 di questi hanno segnalato queste preoccupazioni come problema principale (Melli et al., 2016). Si tratta, pertanto, di sintomi comuni e invalidanti nel DOC.

Come superare la paura di essere gay o lesbica? Il DOC con ossessioni relative al proprio orientamento sessuale passa accettando il fatto che è normale avere fantasie o sogni omosessuali ricorrenti senza essere realmente attratti da persone dello stesso sesso. Questo percorso di accettazione può essere di durata variabile da persona a persona. Il primo passo da fare è quello di rivolgersi ad uno specialista il quale potrà consigliare di intraprendere un percorso di psicoterapia e/o una cura farmacologica adeguata alla propria condizione clinica.

Riferimenti bibliografici:

Melli G et al (2016). Assessing Sexual Orientation-Related Obsessions and Compulsions in Italian Heterosexual Individuals: Development and Validation of the Sexual Orientation Obsessive-Compulsive Scale (SO-OCS). Behav Ther. 47(4): 431-43.

Williams MT et al (2015). Domains of distress among people with sexual orientation obsessions. Arch Sex Behav. 44(3): 783-9. 

Williams MT & Farris SG (2011). Sexual orientation obsessions in obsessive-compulsive disorder: prevalence and correlates. Psychiatry Res. 187(1-2):156-9.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra-a-Roma-e-Perugia-Psicoterapeuta-Tiziana-Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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