vergogna corpo

Conseguenze psicologiche del Body shaming

Quando i sentimenti di inadeguatezza personale diventano oggetto di violenza causando disagio psicologico bisogna chiedere aiuto.

In psicologia per Body shaming si intende l’atto o la pratica di sottoporre qualcuno a critiche o scherni per presunti difetti o imperfezioni fisiche. Si tratta di commenti inappropriati e negativi sul peso di un’altra persona. Spesso, ne sono soggette le persone in sovrappeso, ma c’è una tendenza crescente a criticare anche coloro che sembrano “troppo magri”.

La psiche umana è profondamente modellata dal suo ambiente culturale. Tuttavia, pochi studi hanno esaminato le dinamiche relative all’influenza culturale nella vita quotidiana, specialmente quando si tratta di plasmare gli atteggiamenti impliciti delle persone.

Quali effetti hanno i social network sulla propria percezione di adeguatezza? Tutti gli strumenti informatici di condivisione possono potenzialmente incrementare il proprio senso di inadeguatezza. Una ricerca scientifica ha valutato l’effetto di messaggi culturali transitori, ma salienti come il fenomeno del “grasso vergognoso” delle celebrità e gli atteggiamenti pro anoressia impliciti nella popolazione. I commenti di passaggio effettuati sui social network possono sembrare innocui ma in realtà non è così. La ricerca, infatti, dimostra che il feedback presente a livello culturale e psicologico può essere molto rilevante (Ravary et al., 2019).

Quali sono le conseguenze psicologiche del body shaming? Uno studio ha esaminato le relazioni tra la cybervittimizzazione e tre aspetti psicologici relativi al corpo: influenza sull’autostima, oggettivazione di sé e interiorizzazione degli ideali di magrezza. Il campione dello studio comprendeva 482 adolescenti (233 ragazze e 247 ragazzi di età compresa tra 13 e 15 anni) provenienti da quattro scuole svedesi. I risultati hanno mostrato che le vittime di cyberbullismo legato all’aspetto soffrivano di più preoccupazioni legate al corpo: avevano una visione più povera del loro aspetto generale e del loro peso. I partecipanti, inoltre, hanno anche riferito maggiore vergogna per il corpo, interiorizzazione dell’ideale di magrezza e pressione relativa all’aspetto da parte dei media.

Questo studio mostra che il cyberbullismo che si concentra sull’aspetto della vittima è associato a diversi problemi psicologici relativi al corpo con conseguente insorgenza di disturbi alimentari, disturbi d’ansia e depressione. Una nuova scoperta è stata anche che le preoccupazioni relative al corpo non erano legate al cyberbullismo in generale, come è stato implicato in ricerche precedenti, ma specificamente legate al cyberbullismo diretto all’aspetto della vittima (Frisén & Berne et al., 2020).

Molti di noi trascorrono una parte significativa del proprio tempo assorbiti dai siti di social media collegandosi con gli amici, sfogliando foto o commentando cose. Il body shaming è onnipresente. È su riviste, giornali, programmi televisivi, film, conversazioni tra amici e sui siti dei social media. I commenti possono essere sgradevoli e talvolta usati in commedie di cattivo gusto.

Come combattere il body shaming? Non possiamo controllare le azioni ed i commenti degli altri ma possiamo astenerci dall’entrare nel circolo vizioso del body shaming.
Se ci si trova in mezzo a persone che si lamentano del loro aspetto, piuttosto che unirsi a loro, bisognerebbe allontanarsi e fare qualcosa che ci faccia sentire bene con noi stessi.
Quando il disagio psicologico non si attenua nonostante questi accorgimenti bisogna chiedere aiuto ad uno psichiatra psicoterapeuta per iniziare, quanto prima, la terapia più adeguata alla propria condizione.

Riferimenti bibliografici:

Frisén A & Berne S(2020).Swedish adolescents’ experiences of cybervictimization and body-related concerns. Scand J Psychol. 61(1): 68-76.

Ravary A et al (2019). Shaping the Body Politic: Mass Media Fat-Shaming Affects Implicit Anti-Fat Attitudes. .Pers Soc Psychol Bull. 45(11): 1580-1589.

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Psichiatra e Psicoterapeuta.
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La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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