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sudorazione ansia

Sudorazione improvvisa notturna o diurna da ansia: cause, conseguenze, rimedi

Ansia e agitazione possono provocare brividi e sudorazione eccessiva fredda notturna o diurna. In caso di sudorazione notturna sono molto comuni i risvegli con un conseguente sonno non ristoratore. E’ l’ansia quindi che fa sudare? Quali sono le cause psicologiche e le conseguenze di una sudorazione improvvisa da ansia? In contesti percepiti come minacciosi l’ansia può manifestarsi mediante sudorazione eccessiva e percezione di cattivi odori. Il sudore abbondante ed il suo odore può essere rilevato dal sistema chemosensoriale. Gli stimoli della tosse e della lacrimazione causata da sostanze irritanti (come ad esempio quelle contenute nella cipolla) dipenderebbero proprio dall’attività di cellule chemosensoriali solitarie localizzate in prossimità delle cavità nasali di molti animali e probabilmente anche dell’uomo. Le reazioni successive alla sudorazione possono includere comportamenti di esclusione o ritiro sociale (con eventuale depressione) proprio perché nei mammiferi lo stato riproduttivo è influenzato fortemente dalla risposta ai chemosegnali sociali. Uno studio ha valutato se i segnali ansiosi chemosensoriali possano aumentare o meno la risposta di spavento (o arousal) nei bambini prepuberi e negli adulti. La sudorazione localizzata alle ascelle di 28 uomini in attesa di un importante esame orale (condizione di ansia) e prodotta durante l’allenamento ergometrico (condizione di controllo sportivo) è stata raccolta utilizzando cuscinetti di cotone. Un olfattometro a flusso costante è stato utilizzato durante l’inalazione di campioni di sudore e campioni di cotone puro (cotone di controllo) su 10 ragazze in età prepuberale di età compresa tra 9 e 13 anni. Le risposte di arousal sono state registrate tramite elettromiografia del muscolo orbicularis oculi. Le ragazze hanno mostrato ampie risposte di arousal nel contesto dei segnali di ansia chemosensoriale rispetto al contesto di sudore sportivo e di cotone di controllo. Tali risultati dimostrerebbero che, nelle ragazze prepuberi, in modo simile agli adulti, l’ansia chemosensoriale segnalerebbe un comportamento motorio difensivo. Questo effetto sembrerebbe non correlato alla qualità odorosa del sudore da ansia, ma sembrerebbe riflettere una specifica preparazione per rispondere ad un segnale di allarme sociale sottostante. La comunicazione chemosensoriale supporterebbe quindi la protezione individuale da un danno apparentemente indipendente, però, dallo stato riproduttivo negli esseri umani (Lubke et al., 2017).

La comunicazione chemosensoriale dell’ansia è un fenomeno comune nei vertebrati e migliora il comportamento percettivo e reattivo al fine di ottimizzare la sopravvivenza ontogenetica. Secondo alcune ricerche la percezione subliminale del volto cambia nel contesto dei segnali di ansia chemosensoriale. Campioni di sudore ascellare sono stati prelevati da 12 maschi mentre stavano per sostenere un esame accademico e mentre effettuavano esercizio ergometrico alcuni giorni dopo. 16 soggetti (dei quali 8 femmine) hanno partecipato ad uno studio emotivo di priming, valutando espressioni facciali felici, impaurite, tristi per prime e facce neutrali per ultime. I campioni di sudore sono stati presentati prima e durante la presentazione dell’immagine (con 920 ms di latenza). Nel contesto degli stimoli chemosensoriali derivati da campioni di sudore prelevato durante la condizione sportiva i soggetti hanno giudicato i bersagli significativamente più positivi quando sono stati innescati da un volto felice rispetto a quando sono stati innescati da espressioni facciali negative. Nel contesto dei segnali di ansia chemosensoriale l’effetto priming dei volti felici è risultato diminuito nelle femmine ma non nei maschi. Si discute se, in condizioni ambigue percepibili e socialmente pertinenti, i segnali chemosensoriali possano avere un vantaggio di elaborazione dominando sui segnali visivi o se i segnali di paura in generale possano avere un impatto comportamentale più forte rispetto ai segnali positivi (Pause et al., 2004).

Durante la percezione di un’emozione il contesto è un’importante fonte di informazioni. Uno studio ha verificato la percezione e la regolazione delle emozioni in risposta ad espressioni facciali temibili presentate nel contesto di stimoli chemosensoriali derivati dal sudore di individui ansiosi. In gruppi composti da individui affetti da scarsa ed elevata ansia sociale sono stati registrati riflessi e potenziali correlati all’evento mentre questi soggetti osservavano espressioni facciali impaurite nel contesto di segnali di ansia chemosensoriale. I risultati hanno rivelato ampiezze N1/P1 e N170 più grandi con un’attività del potenziale tardivo positivo (LPP) minore per le espressioni facciali presentate nel contesto dell’ansia e dello stimolo di controllo chemosensoriale rispetto alle espressioni facciali presentate senza un contesto chemosensoriale. I partecipanti con elevata ansia sociale erano, inoltre, altamente sensibili ai segnali di ansia contestuale. Questi ultimi hanno dimostrato una maggiore motivazione nell’attribuzione dell’attenzione, oltre a risposte di maggiore arousal, nei confronti dei volti nel contesto di segnali di ansia chemosensoriale rispetto ai partecipanti con bassi livelli di ansia sociale. Il contesto chemosensoriale non ha avuto alcun effetto sulla regolazione delle emozioni: sia i partecipanti scarsamente ansiosi sia quelli altamente ansiosi hanno mostrato una regolazione efficace delle emozioni. In conclusione sia l’ansia sia uno stimolo ansiogeno in un contesto chemosensoriale sportivo aumenterebbero l’allocazione anticipata di attenzione e la codifica strutturale ma diminuirebbero l’allocazione di attenzione motivata dalle espressioni facciali. Le informazioni visive e chemosensoriali sarebbero integrate su praticamente tutti i livelli di elaborazione dello stimolo ed i soggetti socialmente ansiosi sembrerebbero essere particolarmente sensibili alle informazioni sociali contestuali chemosensoriali (Adolph et al., 2013).

Quali sono i possibili rimedi per la sudorazione improvvisa notturna o diurna da ansia? Utile è intraprendere un percorso psicoterapeutico al fine di comprendere i contenuti emotivi e cognitivi alla base della manifestazione ansiosa, consentendo di risolvere gradualmente il problema presentato. Quando la sudorazione da ansia ed il ritiro sociale che ne consegue sono invalidanti, arrivando a compromettere quasi tutte le aree della vita quotidiana, può essere utile associare alla psicoterapia un trattamento farmacologico specifico in base alla propria condizione.

Riferimenti bibliografici:

Adolph D et al (2013). Context counts! social anxiety modulates the processing of fearful faces in the context of chemosensory anxiety signals. Front Hum Neurosci. 7: 283.

Lubke KT et al (2017). Chemosensory anxiety signals prime defensive behavior in prepubertal girls. Physiol Behav. 173: 30-33.

Pause BM et al (2004). Positive emotional priming of facial affect perception in females is diminished by chemosensory anxiety signals. Chem Senses. 29(9): 797-805.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra-a-Roma-e-Perugia-Psicoterapeuta-Tiziana-Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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