Cosa fare se si sentono delle voci?

Cosa fare se si sentono delle voci?

Come aiutare una persona con allucinazioni uditive verbali? Comprendendola meglio e affidandola ad uno specialista.

Sentire le voci significa avere allucinazioni uditive verbali; sono sintomi angoscianti presenti in diverse patologie psichiatriche (quali, ad esempio, schizofrenia disturbi dell’umore con manifestazioni psicotiche). Nella maggior parte dei casi si tratta di voci malvagie, imperative, dialoganti tra loro o commentanti le attività quotidiane. Le voci sono sintomi gravi che richiedono un trattamento tempestivo.

Cosa succede nella testa di chi sente delle voci?
Quali sono le esperienze più comuni?

In una ricerca alcuni studiosi lo hanno spiegato utilizzando una formulazione del processo decisionale di Markov di inferenza attiva. L’inferenza attiva tratta la percezione come un processo di verifica delle ipotesi, nel quale i dati sensoriali vengono utilizzati per chiarire ipotesi alternative sul mondo. Tuttavia, esiste un delicato equilibrio tra credenze precedenti sulle variabili non osservate (nascoste) e sensazioni successive. Una falsa deduzione che una voce possa essere presente, anche in assenza di stimoli uditivi, infatti, suggerisce che le credenze precedenti, in realtà, possano dominare l’inferenza percettiva. Esistono, pertanto, diversi modi nei quali possono verificarsi percezioni allucinatorie: quando un soggetto si aspetta di sentire una voce oppure in presenza di dati sensoriali imprecisi. Si tratterebbe di un processo fondamentalmente attivo ed interattivo (Benrimoh et al., 2018).

Quali sono le possibili cause?
Il cervello è una macchina inferenziale che costruisce attivamente ipotesi per spiegare o prevedere le sue sensazioni. Nei disturbi psicotici fallimenti floridi dell’inferenza possono essere collegati all’attività del recettore NMDA e alla neuromodulazione dopaminergica (Adams et al., 2013).
Le basi neurocognitive delle allucinazioni uditive verbali, però, non sono chiare. I ricercatori di uno studio hanno indagato se le persone con una storia di allucinazioni uditive verbali avessero attribuito erroneamente il proprio discorso come esterno mostrando un’attivazione differenziale in alcune aree cerebrali.  I partecipanti alla ricerca hanno effettuato una risonanza magnetica funzionale (fMRI) durante l’ascolto di parole registrate. La sorgente (sé/ non-sé) e la qualità acustica (non distorta/distorta) sono state modificate durante le prove. I partecipanti hanno indicato la provenienza del discorso ascoltato. 20 persone con schizofrenia (allucinazioni verbali uditive: n=10, nessuna allucinazione: n=10 e controlli sani: n=11) sono stati testati.

Il gruppo con allucinazioni ha effettuato più errori di attribuzione esterna e ha mostrato un’attivazione alterata nel giro temporale superiore e nel giro cingolato anteriore rispetto agli altri gruppi. L’errata identificazione del linguaggio autogenerato in pazienti che sentono le voci è associata ad anomalie funzionali della corteccia cingolata anteriore e della corteccia temporale sinistra. Ciò può essere correlato ad una compromissione nella valutazione esplicita di stimoli verbali uditivi ambigui (Allen et al., 2007).

Come aiutare una persona che sente le voci cattive eliminando le voci nella testa? Una migliore comprensione della situazione e l’invito a consultare al più presto uno specialistaper impostare una terapia è di fondamentale importanza.

Riferimenti bibliografici:

Adams RA et al (2013). The computational anatomy of psychosis. Front Psychiatry. 4: 47.

Allen P et al (2007). Neural correlates of the misattribution of speech in schizophrenia. Br J Psychiatry. 190: 162-9.

Benrimoh D et al (2018). Active Inference and Auditory Hallucinations. Comput Psychiatr. 2: 183-204.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra psicoterapeuta Roma Tiziana Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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