Deprivazione del sonno: significato e terapia per chi dorme poco

Deprivazione del sonno: significato e terapia per chi dorme poco

Privarsi del riposo notturno è un comportamento disfunzionale con importanti ripercussioni sulla qualità di vita e sulla salute psicofisica.

 

Una tarda notte di primavera del 1986, intorno all’01:30, gli abitanti di Pripyat, una città ucraina di 50.000 abitanti sulla punta settentrionale del fiume Dnepr, furono scossi nel sonno da una gigantesca esplosione originata nel reattore nucleare del vicino stabilimento di Chernobyl. Fu un evento che avrebbe cambiato per sempre il corso delle loro vite e quello della storia umana. Centinaia di persone, infatti, sono morte, sia direttamente che indirettamente a causa dell’esplosione, considerata la peggiore catastrofe nucleare della storia. Oggi le centrali di Chernobyl e Pripyat sono completamente abbandonate, non sicure, a causa della contaminazione nucleare. Quale sarebbe quindi la causa più probabile dell’esplosione? Si è ipotizzato un errore di un lavoratore stanco, con deprivazione del sonno (Berglund, 2019).

La privazione del sonno è un comportamento disfunzionale molto comune tra gli atleti e gli studenti. Le alterazioni nell’architettura del sonno, però, hanno impatti sull’apprendimento, la vigilanza, l’umore e persino sulle prestazioni atletiche. L’estensione del sonno, infatti, in particolare nel contesto della privazione cronica del sonno parziale, migliorerebbe l’umore, la vigilanza e le prestazioni atletiche in ambito universitario (Bolin, 2019).

La breve durata del sonno è associata ad un aumentato rischio cardiovascolare. Tuttavia, non è chiaro se il debito di sonno (una misura della carenza di sonno durante la settimana rispetto al fine settimana) possa causare un aumento del rischio cardiovascolare. Poiché i disturbi del sonno aumentano con l’età, in particolare nelle donne, una ricerca ha esaminato la relazione tra il debito di sonno e l’indice di salute cardiovascolare ideale nelle donne anziane. Questo indice comprendeva la valutazione di parametri quali massa corporea, abitudine a fumo, attività fisica, dieta, pressione sanguigna, colesterolo totale e glicemia. L’età media dei partecipanti era di 72,1 ± 6,0 anni.

Rispetto alle donne senza carenza di sonno protratta, le donne con privazione del sonno avevano maggiori probabilità di essere obese e avere ipertensione. Questi risultati, quindi, suggeriscono che la variazione settimanale della durata del sonno può portare a disallineamenti circadiani e può essere associata ad un aumentato rischio cardiovascolare nelle donne anziane (Cabeza de Baca et al., 2019).

Qual è la terapia per la deprivazione di sonno o per chi dorme poco? Il sonno scarso è molto comune nei reparti di terapia intensiva. Tra gli interventi non farmacologici effettuati in questi reparti si possono segnalare le maschere per gli occhi, i tappi per le orecchie, i fasci per ridurre il rumore e l’illuminazione, sebbene il livello di evidenza sia stato considerato basso. Tra gli interventi farmacologici la melatonina orale sembrerebbe aumentare la qualità del sonno di questi pazienti (Brito et al., 2019).
Tra gli individui non ricoverati l’igiene del sonno risulta essere un intervento efficace per aumentare il tempo di riposo, migliorare l’umore e le abitudini di sonno a lungo termine. In caso di inefficacia è utile contattare uno specialista iniziando quanto prima la terapia farmacologica più adeguata alla propria forma di insonnia.

Riferimenti bibliografici:

Berglund J (2019). The Danger of Sleep Deprivation. IEEE Pulse. 10(4): 21-24.

Bolin DJ (2019). Sleep Deprivation and Its Contribution to Mood and Performance Deterioration in College Athletes. Curr Sports Med Rep. 18(8): 305-310.

Brito RA et al (2019). Pharmacological and non-pharmacological interventions to promote sleep in intensive care units: a critical review. Sleep Breath. [Epub ahead of print].

Cabeza de Baca T et al (2019). Sleep debt: the impact of weekday sleep deprivation on cardiovascular health in older women. Sleep. [Epub ahead of print].

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