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stress psicologico

Come combattere lo stress psicologico

Cosa fare per eliminare lo stress accumulato e l’ansia.

 

Lo stress psicologico può essere valutato dallo specialista sia attraverso la rilevazione di sintomi clinici di disturbi psichici, primi fra tutti i disturbi d’ansia e la depressione, sia attraverso la valutazione di parametri biologici oggettivi, come ad esempio, dei livelli di cortisolo salivare (detto per l’appunto “ormone dello stress”).

Il disagio psicologico cronico sembrerebbe aumentato negli ultimi anni, soprattutto tra la popolazione attiva. I dati disponibili indicano che i disturbi mentali e comportamentali, tra cui la sindrome del burnout, rappresentano non solo un problema personale per coloro che ne sono affetti, ma anche un serio problema di salute pubblica. Uno studio ha valutato gli effetti benefici di un programma di prevenzione del burnout.
Alcuni individui che percepiscono un livello di stress superiore alla media, quindi ad aumentato rischio di burnout, sono stati suddivisi in due gruppi: quello sottoposto ad intervento preventivo e quello di controllo (di attesa). Il programma è durato 3 settimane. L’intervento di prevenzione consisteva nell’esecuzione di tecniche di gestione dello stress, di rilassamento e nella pratica dell’esercizio fisico. L’obiettivo primario del programma era un cambiamento nel livello di stress percepito 6 mesi dopo l’intervento. Gli obiettivi secondari includevano la valutazione dei sintomi di burnout, dello stato di benessere, dello stato di salute, di sintomi psicologici, di dolori lombari e del numero di giorni di malattia. I partecipanti sono stati esaminati all’inizio dello studio, 3 settimane dopo l’intervento, dopo 1, 3 e 6 mesi.
Sono stati analizzati i dati provenienti da 88 adulti (43 casi e 45 controlli) di età media pari a 50.85 anni, il 76,1% di sesso femminile. I partecipanti che hanno partecipato al programma di prevenzione hanno sperimentato un significativo miglioramento immediato di tutte le misure di esito raggiungendo pienamente gli obiettivi primari e secondari dello studio. Durante i primi tre mesi dopo l’intervento il beneficio raggiunto si è ridotto progressivamente rimanendo stabile per almeno altri tre mesi. Il programma, pertanto, è risultato efficace nel ridurre lo stress percepito e la disregolazione emotiva. La ricerca futura dovrebbe esaminare l’impatto a lungo termine di tale programma di prevenzione dello stress (Stier-Jarmer et al., 2016).

L’obiettivo di un altro studio è stato quello di verificare, in un campione di studenti universitari, se la tecnica di rilassamento della respirazione profonda era in grado di migliorare l’umore e ridurre i livelli di stress. 38 adulti sani (di età compresa tra i 18 ed i 28 anni) hanno partecipato volontariamente allo studio accedendo in maniera casuale a due gruppi: un gruppo sperimentale (composto da 19 soggetti) e un gruppo di controllo (di uguale numero di soggetti). I soggetti del gruppo sperimentale sono stati sottoposti, una volta alla settimana, a 10 sedute di trattamento anti-stress, ciascuna della durata di 90 minuti, mentre i soggetti del gruppo di controllo sono stati seduti per 90 minuti, una volta alla settimana per 10 giorni, senza praticare alcun trattamento. Lo stato psicologico, l’umore e lo stress percepito sono stati indagati mediante una valutazione dello stress psicologico e del profilo dello stato d’animo auto-riferito, mentre il profilo biologico dello stress è stato rilevato misurando la frequenza cardiaca ed il cortisolo salivare. I risultati ottenuti supportano la possibilità che la tecnica della respirazione profonda sia in grado di indurre un effettivo miglioramento del tono dell’umore e dello stress sia in termini di valutazioni auto-riferite che di parametri oggettivi, come la variazione della frequenza cardiaca e del cortisolo salivare. Non è stata riscontrata nessuna differenza statisticamente significativa tra uomini e donne (Perciavalle et al., 2016).

Un altro studio ha confrontato l’efficacia di un intervento psicofisiologico ovvero di una “terapia basata sul controllo volontario e sulla gestione della respirazione” associata ad informazioni psicologiche sullo stress. 50 soggetti universitari sono stati reclutati nella ricerca che consisteva nella valutazione mattutina e serale del cortisolo salivare prima e dopo il trattamento. Dopo 4 settimane di trattamento i soggetti trattati hanno manifestato una riduzione significativa del cortisolo salivare mentre i soggetti nella condizione di placebo non hanno presentato cambiamenti nei livelli di cortisolo. I livelli di cortisolo salivare nei soggetti trattati differivano tra uomini e donne. Anche un piccolo numero di sedute di terapia basata sul controllo volontario della respirazione, quindi, mostrerebbe un effetto sulla riduzione del cortisolo salivare. Interessante sarebbe valutare questo effetto su diverse popolazioni con un numero maggiore di sedute (Cea Ugarte et al., 2010).

Riferimenti bibliografici:

Cea Ugarte JI et al (2010) [Efficacy of the controlled breathing therapy on stress: biological correlates. preliminary study]. Rev Enferm. 33(5): 48-54.

Perciavalle V et al (2016). The role of deep breathing on stress. Neurol Sci. [Epub ahead of print].

Stier-Jarmer M et al (2016). The Effectiveness of a Stress Reduction and Burnout Prevention Program.113(46): 781-788.

 

 

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra Roma

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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