antidepressivi disfunzioni sessuali

Antidepressivi che danno problemi sessuali: che cos’è la PSSD

La sindrome da disfunzione sessuale persistente post-antidepressivi è una sindrome che desta preoccupazione nei consumatori ma la ricerca non ne ha dimostrato con certezza l’esistenza.

La sindrome da disfunzione sessuale persistente dopo l’utilizzo di antidepressivi, anche detta Post-SSRI Sexual Dysfunction o PSSD) è una condizione riferita da alcuni pazienti dopo l’interruzione di farmaci antidepressivi, in particolare inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).

I sintomi principali di questa sindrome includono riduzione del desiderio sessuale, anorgasmia, anestesia genitale ed alterazioni della risposta sessuale. Tale sintomatologia viene riportata anche a distanza di mesi o anni dalla sospensione del farmaco. Nonostante l’attenzione crescente da parte dei pazienti la PSSD non è attualmente riconosciuta ufficialmente come entità nosologica nei principali manuali diagnostici (DSM-5-TR, ICD-11). Mancano dati epidemiologici sistematici, criteri diagnostici standardizzati e i dati che abbiamo provengono da autosegnalazioni.

Gli antidepressivi causano problemi sessuali?

La disfunzione sessuale è un noto effetto collaterale degli antidepressivi, in particolare degli SSRI, con prevalenza stimata tra il 30% e il 70% durante il trattamento (Clayton et al., 2002). La possibilità che questi effetti possano persistere anche dopo la sospensione del trattamento è difficilmente dimostrabile scientificamente ma nel 2000 è stato coniato il termine “Post-SSRI Sexual Dysfunction” in contesti non accademici e ha ricevuto tantissima attenzione online grazie a forum ed articoli divulgativi. Le prime pubblicazioni scientifiche (Csoka & Shipko, 2006) si basano su case report, spesso riportati spontaneamente dai pazienti stessi, in assenza di valutazioni prospettiche o controllate.

La principale fonte dei dati rimane rappresentata da autosegnalazioni, forum di pazienti o database di farmacovigilanza. Queste segnalazioni rappresentano un utile punto di partenza per l’indagine ma non costituiscono prova scientifica sufficiente per confermare l’esistenza di una sindrome clinicamente definita.

Perchè è importante non rinunciare a curarsi per paura di questa sindrome?

Non esistono a oggi trial clinici controllati o studi longitudinali su larga scala che dimostrino una relazione causale tra uso di SSRI e una persistente disfunzione sessuale post-sospensione. 

La maggior parte dei dati scientifici a disposizione proviene da case report o studi retrospettivi, caratterizzati da bias di selezione e impossibilità di controllo per fattori confondenti (Healy et al., 2018).

Perchè le autosegnalazioni volontarie non sono una certezza?

Molti degli studi citati in letteratura utilizzano autosegnalazioni volontarie di sintomi, che non seguono protocolli standardizzati, quindi non si tratta di valutazioni cliniche oggettive. Questo introduce un rischio significativo di bias di conferma, effetto nocebo e distorsione da memoria retrospettiva.

Solo gli antidepressivi possono causare problemi sessuali?

Una disfunzione sessuale può derivare da numerose cause, tra cui: condizioni mediche generali, uso di altri farmaci, disturbi mentali (ansia, Depressione Maggiore, disturbo ossessivo-compulsivo),  fattori relazionali. L’attribuzione causale esclusiva agli SSRI in contesto post-trattamento è metodologicamente debole. Nella mia esperienza clinica gli effetti indesiderati sessuali scompaiono dopo la sospensione del farmaco SSRI o la sua sostituzione. Chi si ossessiona convincendosi di avere questa sindrome, come è ovvio che sia, non recupererà tanto facilmente la funzionalità sessuale. Questo perché la mente condiziona notevolemente la nostra sessualità.

Cosa dicono le autorità sanitarie?

Nel 2019, l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha incluso una nota cautelativa sulla possibilità di disfunzioni sessuali persistenti dopo l’uso di SSRI/SNRI, ma ha anche sottolineando la scarsità di dati scientifici sistematici a supporto. La Food and Drug Administration (FDA) statunitense non riconosce ufficialmente la PSSD come condizione medica distinta.

La PSSD è, pertanto, una condizione oggetto di crescente interesse, ma a oggi non vi sono evidenze scientifiche solide che ne supportino la sua esistenza. La ricerca scientifica dovrebbe concentrarsi su studi controllati, inclusivi di valutazioni pre- e post-trattamento, per chiarire se esista una sottopopolazione vulnerabile agli effetti sessuali da antidepressivi.

Riferimenti bibliografici:

Clayton A et al. (2002). Prevalence of sexual dysfunction among newer antidepressants. Journal of Clinical Psychiatry, 63 (4): 357–366.

Csoka AB & Shipko S (2006). Persistent sexual side effects after SSRI discontinuation. Psychotherapy and Psychosomatics.  75(3): 187–188.

Healy D et al (2018). Enduring sexual dysfunction after treatment with antidepressants: 10 years on. International Journal of Risk & Safety in Medicine, 29(3-4): 143–152.

 

 

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra psicoterapeuta Roma Tiziana Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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