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stalking

Stalking: il profilo psicologico della vittima di molestie e del molestatore assillante

Lo stalking (“sindrome del molestatore assillante”) è un fenomeno comportamentale complesso caratterizzato da una relazione prolungata tra due individui: l’autore e la vittima. La criminalizzazione del comportamento di stalking è presente dal 1990, dopo diversi tentativi di classificare questo comportamento al fine di valutarne il rischio e di migliorarne la gestione (Racine & Billick, 2014).
Il comportamento di stalking è caratterizzato da molestie psicologiche ai danni della vittima effettuati attraverso comunicazioni intrusive (per telefono o posta), contatti mediante un controllo diretto (in pubblico, a lavoro) o indiretto (inseguimenti, sorveglianza dell’abitazione), comportamenti ambivalenti (inviare regali, bucare le gomme del veicolo, far trovare animali vivi o morti, effettuare atti vandalici, violazioni del domicilio, minacce verbali di violenza, azioni di violenza fisica).
Anche se l’80% dei comportamenti di stalking vengono messi in atto da uomini, lo stalking può vedere protagoniste anche le donne. Esistono anche stalker minorenni e lo stalking giovanile può essere associato ad episodi di violenza fisica (Ostermeyer et al., 2016).

In una ricerca sono stati valutati 1236 giovani. Dai risultati è emerso che lo stalking giovanile può essere messo in atto attraverso molteplici forme di violenza perpetrate contro più tipi di vittime, non solo nei confronti dell’oggetto della propria infatuazione (Smith-Darden et al., 2016).
Spesso non è facile capire prontamente di essere vittima di stalking. In una ricerca 147 partecipanti sono stati assegnati in modo casuale alla lettura di una tra quattro vignette raffiguranti un caso ipotetico di stalking: due vignette indicavano un livello di minaccia esplicita o implicita mentre le altre due vignette rappresentavano una risposta della vittima di paura o rabbia. Quando la minaccia raffigurata era implicita o la vittima aveva risposto con rabbia i partecipanti erano meno inclini a valutare lo scenario in qualità di rappresentante di un comportamento di stalking mentre quando la minaccia era esplicita i partecipanti sono stati più propensi a valutare il comportamento del colpevole molto grave anche perchè la vittima aveva risposto al comportamento assillante mostrando paura invece che rabbia (A Uhl et al., 2017).

Anche se lo stalking è un fenomeno diffuso può essere causato da diversi fattori. In rari casi lo stalking può essere espressione di un disturbo mentale. Lo stalking psicotico, per esempio, può rappresentare un sintomo di schizofrenia: ad esempio può derivare da un delirio a contenuto erotomanico (ovvero dalla falsa convinzione di essere amato dalla vittima). Gli stalker psicotici non sono penalmente responsabili per le loro azioni e vengono curati tramite ricovero psichiatrico. La maggior parte degli stalker, tuttavia, non soffre di un disturbo psichiatrico tale da inficiare la capacità di intendere e volere, quindi la loro responsabilità penale non è diminuita (Dressing et al., 2011).
In una ricerca sono stati indagati tra gli studenti gli episodi di maltrattamento infantile insieme alle caratteristiche di personalità borderline e narcisistica al fine di determinare la loro influenza sulla vulnerabilità ad essere vittima di comportamenti di stalking. I risultati dello studio hanno indicato che le violenze sessuali o i maltrattamenti infantili ed i tratti borderline di personalità erano associati ad una maggiore vulnerabilità ad essere vittima di comportamenti di stalking tra uomini e donne. Nelle donne vulnerabili sono stati individuati anche tratti narcisistici di personalità, oltre che abusi sessuali e tratti borderline di personalità (Ménard & Pincus, 2014). La vulnerabilità ad essere vittima di stalking è stata valutata anche su 300 pazienti ricoverati in una clinica psichiatrica utilizzando un questionario standardizzato. Dai risultati è emerso che i pazienti psichiatrici avevano una prevalenza ad essere vittima di appostamenti del 21,3%. La percentuale di uomini e donne colpite era la stessa. Nella maggior parte dei casi il disturbo psichiatrico era presente prima del verificarsi degli appostamenti. Gli psichiatri presenti erano a conoscenza degli appostamenti solo in quattro casi. Lo stalking, pertanto, sembrerebbe essere un problema rilevante nei pazienti psichiatrici richiedendo un urgente bisogno di programmi educativi avanzati sia per i pazienti sia per gli psichiatri (Dressing H et al., 2009).

Riferimenti bibliografici:

A Uhl C et al (2017). Perceptions of Stalking: The Impact of Threat Level and Victim Response. Violence Vict. [Epub ahead of print].

Dressing H et al (2009). [Prevalence and impact of stalking in psychiatric patients]. Psychiatr Prax. 36(7): 334-7.

Dressing H et al (2011). Are stalkers disordered or criminal? Thoughts on the psychopathology of stalking. Psychopathology. 44(5): 277-82.

Ménard KS & Pincus AL (2014). Child maltreatment, personality pathology, and stalking victimization among male and female college students. Violence Vict. 29(2): 300-16.

Racine C & Billick S (2014). Classification systems for stalking behavior. J Forensic Sci. 59(1): 250-4.

Ostermeyer B et al (2016). Stalking and Violence. Psychiatr Clin North Am. 39(4): 663-673.

Smith-Darden JP et al (2016). Adolescent stalking and risk of violence. J Adolesc. 52: 191-200.

 

 

 

 

 

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

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Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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