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disabilità

Malattie mentali non trattate: complicazioni e disabilità

Il peso globale delle malattie mentali è spesso sottovalutato. Esaminando le ragioni di questa sottovalutazione si possono individuare cinque cause principali: la sovrapposizione tra disturbi psichiatrici e neurologici; l’inclusione di comportamenti suicidari e autolesionistici all’interno di una categoria separata; la fusione di tutte le sindromi da dolore cronico con i disturbi muscoloscheletrici; l’esclusione dei disturbi di personalità dai calcoli dei costi sanitari delle malattie; l’inadeguata considerazione del contributo di una grave malattia mentale sulla mortalità per cause associate (Vigo et al., 2016).

Il Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study del 2010 ha stimato il carico sanitario attribuibile a disturbi mentali e da uso di sostanze in termini di anni trattati per disabilità, anni vissuti con disabilità, anni di vita liberi da malattia persi e mortalità prematura esaminando i dati epidemiologici del periodo 1980-2010 in 187 paesi.
Nel 2010 i disturbi mentali e da uso di sostanze determinavano una percentuale pari a 7,4% di anni trattati per disabilità con 8,6 milioni di anni liberi da malattia persi con conseguente mortalità prematura e 175,3 milioni di anni vissuti con disabilità. I disturbi da uso di sostanze e mentali sono stati la principale causa di anni vissuti con disabilità in tutto il mondo. I disturbi depressivi hanno rappresentato il 40,5% dei disturbi causa di disabilità, i disturbi d’ansia il 14,6%, i disturbi da uso di sostanze il 10,9%, i disturbi da uso di alcol il 9,6%, la schizofrenia il 7,4%, il disturbo bipolare il 7%, i disturbi pervasivi dello sviluppo il 4,2%, i disturbi del comportamento il 3,4%, i disturbi alimentari l’1,2%. Il valore variava per età e sesso con una percentuale più alta nella fascia d’età 10-29 anni. L’onere sanitario dei disturbi mentali e da uso di sostanze è aumentato del 37,6% tra il 1990 ed il 2010 in seguito alla crescita e all’invecchiamento della popolazione (Whiteford et al., 2013).

Visionando i dati pubblicati recentemente si stima un carico sanitario delle malattie mentali pari al 32,4% di anni vissuti con disabilità e del 13% di anni di vita trattati per disabilità ovvero dati in ulteriore crescita rispetto alle precedenti stime. Attualmente gli approcci clinici utilizzati in medicina generale sottovalutano il peso della malattia mentale in più di un terzo dei casi. Le recenti stime collocano le malattie mentali al primo posto per anni di vita vissuti con disabilità mentre le malattie cardiovascolari e circolatorie sarebbero al primo posto in termini di anni di vita trattati per disabilità (Vigo et al., 2016).

Oltre la metà delle malattie mentali sono riconducibili a depressione e disturbi d’ansia, entrambi i quali sono trattabili farmacologicamente e/o psicologicamente. Pochi studi si occupano dei disturbi mentali non trattati. Una ricerca si rivolge prevalentemente a disturbi depressivi e d’ansia trattati attraverso psicoterapie strutturate. Uno studio ha reclutato donne sieropositive per HIV vittime di violenza nella regione di Nyanza del Kenya. Si trattava di 200 donne HIV+ (con o senza manifestazioni cliniche dell’AIDS) affette da disturbo depressivo maggiore e da disturbo da stress post-traumatico (PTSD) che ricevevano cure psicologiche attraverso una psicoterapia interpersonale (IPT) associata al trattamento medico ambulatoriale o ad un trattamento medico effettuato in una clinica per la cura dell’AIDS. L’IPT era composta da 12 sedute individuali settimanali di 60 minuti. L’efficacia clinica veniva valutata attraverso la somministrazione della Mini International Diagnostic Interview (MINI). Venivano, inoltre, valutati gli esiti di trattamento tra i quali i costi-benefici, l’accettabilità, l’adeguatezza e la fattibilità dell’IPT all’interno della clinica per la cura dell’AIDS. Dai risultati l’uso dell’IPT nelle cliniche sembrerebbe promettente garantendo quindi la cura dei pazienti meno abbienti e con patologie mediche associate (Onu et al., 2016).

In considerazione dell’entità del loro contributo il miglioramento della salute generale della popolazione sarebbe possibile se i paesi attuassero programmi di prevenzione e di trattamento dei disturbi mentali e da uso di sostanze, spesso associati ad altre patologie mediche, responsabili della perdita di numerosi anni di vita liberi da disabilità.

Riferimenti bibliografici:

Onu C et al (2016). Interpersonal psychotherapy for depression and posttraumatic stress disorder among HIV-positive women in Kisumu, Kenya: study protocol for a randomized controlled trial. Trials. 17(1): 64.

Vigo D et al (2016). Estimating the true global burden of mental illness.Lancet Psychiatry. Feb;3(2): 171-8.

Whiteford HA et al (2013). Global burden of disease attributable to mental and substance use disorders: findings from the Global Burden of Disease Study 2010. Lancet. 382(9904): 1575-86.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra-a-Roma-e-Perugia-Psicoterapeuta-Tiziana-Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

Principali patologie trattate

  • Depressione Maggiore
  • Disturbo Bipolare
  • Attacchi di Panico
  • Disturbo d'Ansia Generalizzato
  • Fobia Sociale
  • Fobie Specifiche
  • Disturbo Ossessivo-compulsivo
  • Disturbi del Sonno
  • Disturbi Alimentari
  • Disturbi di Personalità
  • Schizofrenia

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