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I sintomi della teledipendenza: quando guardare la TV è espressione di un disagio

L’attività ricreativa più popolare e diffusa nel mondo è guardare la televisione. Negli ultimi anni la diffusione della TV a pagamento ha reso l’interesse verso questo strumento sempre più coinvolgente.

Nel 2011 Sussman ha identificato 16 tipi di dipendenza sulla base di un’ampia ricerca in letteratura scientifica. Nella categoria della dipendenza possiamo includere: le sostanze stupefacenti, il cibo, il comportamento compulsivo anti-sociale (ad esempio le aggressioni), la tecnologia e le comunicazioni relative (come i videogiochi o la televisione), il gioco d’azzardo, il lavoro compulsivo, il coinvolgimento in gruppi sociali (attraverso il sesso, l’amore, i rapporti platonici), la focalizzazione sull’aspetto fisico (con la chirurgia estetica compulsiva), il fantasticare, la dipendenza esercizio-correlata, l’ossessione per la vita spirituale, la ricerca del dolore (attraverso le auto-mutilazioni, il pizzicarsi la pelle), lo shopping compulsivo, la ricerca di avventura, l’accaparramento di piccoli oggetti da collezione, il voyeurismo. Secondo questo schema la televisione rappresenterebbe un esempio di dipendenza dalla tecnologia riferendosi al comportamento fuori controllo di utilizzo ripetitivo e prolungato nel tempo del mezzo televisivo. Gli individui dipendenti dalla televisione, infatti, avvertono un desiderio soggettivo di visualizzare la televisione per raggiungere un senso di appagamento, sono eccessivamente preoccupati all’idea di non poter guardare la televisione, non sono in grado di prevedere quanto tempo guarderanno la TV perdendo il controllo delle proprie azioni. Per questo soffrono molto causando una riduzione del funzionamento socio-lavorativo e un peggioramento della loro qualità di vita (Sussman & Sussman, 2011).

Negli anni successivi al 2011 negli U.S.A. lo stesso autore ha effettuato una ricerca bibliografica usando la parola chiave “dipendenza televisiva”. Le conseguenze di tale dipendenza sono risultate essere le seguenti: la creazione di pregiudizi politici o sociali (ad esempio per quanto riguarda i candidati alla presidenza o gli stereotipi razziali), una maggiore aggressività o la paura di essere vittime di aggressioni, l’insorgenza di deficit di attenzione e cognitivi in generale (aggravando nei bambini eventuali disturbi da deficit di attenzione con iperattività), un impatto negativo sul rendimento scolastico, un aumento del fumo di sigaretta, l’insorgenza di disturbi del sonno, una più bassa soddisfazione per la propria vita e/o per la propria immagine corporea, uno stile di vita sedentario, elevati livelli di colesterolo ematico e obesità. Una grave conseguenza sui bambini di età compresa tra 8 e 16 anni che hanno guardato quattro o più ore consecutive di televisione al giorno consisteva nel riscontro di una maggiore quantità di tessuto adiposo corporeo accompagnato da un indice di massa corporea superiore ai bambini che guardavano la TV meno di due ore al giorno. Una scoperta piuttosto drammatica, inoltre, è stata quella riguardante i soggetti che guardavano sei o più ore di televisione al giorno i quali, secondo tale ricerca, vivrebbero 4,8 anni in meno di quelli con una visione minore o con una completa assenza di visione televisiva.

La dipendenza da televisione auto-identificata è pari a circa il 10% negli Stati Uniti. Uno studio valuterebbe positivamente l’associazione tra teledipendenza ed altre forme di dipendenza: dipendenza da alcool, da caffeina, da sigarette, da cioccolato, da esercizio fisico, da gioco d’azzardo e da internet. Il più alto livello di associazione risulterebbe quello tra dipendenza da caffeina, televisione e alcol.

Come con il disturbo da uso di sostanze il ruolo e alcune delle conseguenze sociali della teledipendenza possono risultare simili. Tra queste frequente risulta essere la perdita della capacità di continuare a funzionare nelle relazioni e nel luogo di lavoro a causa della propria dipendenza televisiva. Per quanto riguarda le conseguenze sociali i telespettatori dipendenti sarebbero meno propensi a partecipare ad attività di comunità, ad attività sportive, a concentrarsi sulle comunicazioni di relazione come la gestione dei conflitti. Per quanto riguarda i problemi legali o il coinvolgimento in situazioni pericolose tali comportamenti non si applicherebbero alla dipendenza da TV (tranne che per la rara situazione nella quale l’individuo potrebbe guardare la TV nella propria auto mentre guida).

La psicopatologia della dipendenza da TV non è ben studiata in letteratura scientifica. Come per gli altri comportamenti di dipendenza si può ipotizzare che la dipendenza da televisione derivi da aberrazioni in processi di apprendimento neurobiologici e sociali. Ad esempio la dipendenza da televisione potrebbe essere prevista in particolare tra le persone con un insufficiente funzionamento dopaminergico a livello mesolimbico, relativamente ansiose o annoiate, che hanno difficoltà con le comunicazioni sociali o propense a passare il tempo a guardare la TV per distrarsi da pensieri spiacevoli.

La prevenzione del disturbo consisterebbe innanzitutto nella limitazione della trasmissione di determinati programmi, come quelli violenti che aumenterebbero i vissuti d’ansia ed i disturbi del sonno in determinati soggetti. L’educazione ai media, inoltre, dovrebbe essere principalmente fornita attraverso le scuole (Sussman & Moran, 2013).

Il ricorso al trattamento, che può essere di tipo psicoterapeutico e/o farmacologico a seconda della gravità della dipendenza, andrebbe valutato in maniera specifica da caso a caso, affidandosi al parere di uno specialista. Spesso la teledipendenza, infatti, è espressione di un disagio più profondo e complesso che non può essere assolutamente generalizzato.

Riferimenti bibliografici:

Sussman S & Moran MB (2013). Hidden addiction: Television. J Behav Addict. 2(3): 125-32.

Sussman S &Sussman AN (2011). Considering the definition of addiction. International Journal of Environmental Research and Public Health. 8: 4025–4038.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra-a-Roma-e-Perugia-Psicoterapeuta-Tiziana-Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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