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depersonalizzazione e derealizzazione

Depersonalizzazione e derealizzazione, sintomi psichici d’ansia o di disturbi dissociativi? Come uscirne grazie a una cura senza farmaci

L’ansia può manifestarsi attraverso sintomi fisici e psichici. Tra questi ultimi i sintomi di depersonalizzazione e derealizzazione rappresentano un problema invalidante per molti individui che soffrono di disturbi mentali.
Cosa si intende per depersonalizzazione? La depersonalizzazione è caratterizzata da persistenti o ricorrenti sentimenti di distacco dai propri processi mentali o dal proprio corpo. Un esempio può essere la sensazione di non essere più padrone dei propri pensieri o di non riconoscersi allo specchio.
Che differenza c’è tra depersonalizzazione e derealizzazione? Nella derealizzazione si verificherebbero esperienze persistenti o ricorrenti di irrealtà durante le quali il soggetto non riconosce più i luoghi che abitualmente frequenta, sentendosi estraneo. Tali sintomi causano notevole disagio e compromissione del funzionamento sociale, lavorativo e quotidiano, anche perchè durante tali esperienze il livello di consapevolezza rimane intatto.
Secondo la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-5) non vi sarebbe alcuna evidenza di distinzione tra gli individui con sintomi di depersonalizzazione ed i soggetti con sintomi di derealizzazione. Gli individui, pertanto, possono manifestare depersonalizzazione, derealizzazione o entrambi i sintomi (American Psychiatric Association, 2014).

In caso di depersonalizzazione e derealizzazione quali possono essere le cause? Depersonalizzazione e derealizzazione sono manifestazioni abbastanza frequenti nei soggetti esposti a traumi fisici e psicologici durante l’infanzia.
In quali disturbi si manifestano? Sintomi di depersonalizzazione sembrerebbero comunemente sperimentati da individui affetti da disturbo d’ansia sociale (o fobia sociale) proprio durante le situazioni sociali temute (Schweden et al., 2016).
Oltre al al già citato disturbo d’ansia sociale tali sintomi psichici possono verificarsi anche in presenza di altri disturbi come il disturbo di panico, il disturbo post-traumatico e acuto da stress, il disturbo di conversione, il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione o altri disturbi dissociativi, il disturbo di personalità borderline, i disturbi psicotici e le dipendenze da alcol o sostanze stupefacenti.

In una ricerca sono state reclutate 2582 donne ricoverate in day hospital per disturbi nevrotici e di personalità. Dai risultati sintomi somatici (dolore), dissociazione tattile, depersonalizzazione e derealizzazione erano presenti nel 24-36% delle pazienti valutate, mentre la severità massima di questi sintomi è stata riferita dal 4-8% del campione. Tutte le pazienti intervistate hanno riferito l’esposizione durante l’infanzia e l’adolescenza (prima dei 18 anni) ad eventi traumatici di varia gravità e frequenza tra i quali ostilità di uno dei genitori (5% delle intervistate), abusi sessuali prima dei 13 anni (1%), condizioni materiali peggiori dei coetanei (23%), molestie da parte della famiglia di origine (2%), riluttanza verso il gruppo (9%). Le valutazioni su di sè percepite riguardavano l’essere considerate peggiori dei fratelli, la mancanza di sostegno, l’indifferenza dei genitori, la povertà individuale o della famiglia di origine, una posizione inferiore in classe o rispetto alle altri classi della scuola, un’inconsapevolezza sessuale totale o tentativi di incesto.
Dato che, durante lo studio, i sintomi di dissociazione, quali la depersonalizzazione e la derealizzazione, si sono verificati in un numero significativamente maggiore di pazienti che hanno riportato gravi eventi di vita durante l’infanzia e l’adolescenza, a prescindere dalla diagnosi, sarebbe utile, nella pratica clinica dei pazienti che presentano tali sintomi, raccogliere informazioni relative a tali eventi (Smiatek-Mazgaj et al., 2016).

Come uscire dalla depersonalizzazione e dalla derealizzazione? Quali sono le cure o i rimedi possibili? Esiste una terapia senza farmaci? Alcuni studi hanno valutato l’utilizzo e l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale nel trattamento della depersonalizzazione dopo eventi stressanti sociali (Schweden et al., 2016).
Nel 2008 la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva ad alta frequenza (rTMS) è stata approvata dalla USA Food and Drug Administration nel trattamento del disturbo depressivo maggiore farmacoresistente. Precedenti studi avevano dimostrato l’efficacia nel trattamento della depressione resistente alle terapie farmacologiche della rTMS ad alta frequenza per la corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) sinistra e della rTMS a bassa frequenza per la DLPFC destra. Pochissimi studi hanno valutato il ruolo della rTMS nei pazienti con disturbo dissociativo di depersonalizzazione/derealizzazione. La prevalenza del disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione varia dall’1% al 2%. Gli studi sul trattamento farmacologico di tale disturbo sono limitati anche perché i farmaci hanno mostrato un’efficacia limitata nella cura di tale patologia. Nel caso clinico di un uomo di 30 anni affetto da Depressione Maggiore e disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione farmacoresistente il trattamento con rTMS a bassa frequenza per la DLPFC destra seguita da TMS alta frequenza per la DLPFC sinistra aveva comportato una riduzione significativa dei sintomi depersonalizzazione e derealizzazione. L’utilizzo di questa terapia, pertanto, andrebbe attentamente esplorato soprattutto in merito ai possibili effetti collaterali (Karris et al., 2017).

Riferimenti bibliografici:

American Psychiatric Association (2014). Mini DSM-5, criteri diagnostici, edizione italiana, Raffaello Cortina Editore.

Karris BC et al (2017). Treatment of Depersonalization Disorder With Repetitive Transcranial Magnetic Stimulation. J Psychiatr Pract. 23(2): 141-144.

Schweden TL et al (2016). Reduction of depersonalization during social stress through cognitive therapy for social anxiety disorder: A randomized controlled trial. J Anxiety Disord. 43: 99-105.

Smiatek-Mazgaj B et al (2016). Pain and tactile dissociation, derealization and depersonalization symptoms in women and recalled traumatic events in childhood, adolescence and early adulthood. [Article in English, Polish] Psychiatr Pol. 50(1): 77-93.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

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Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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