via Panaro 11, Roma - zona Corso Trieste | tel. 380.89.06.289

  piazza Armenia 9, Roma - zona San Giovanni | tel. 380.89.06.289

depersonalizzazione e derealizzazione

Depersonalizzazione e derealizzazione, sintomi psichici d’ansia o di disturbi dissociativi? Come uscirne grazie a una cura senza farmaci

L’ansia può manifestarsi attraverso sintomi fisici e psichici. Tra questi ultimi i sintomi di depersonalizzazione e derealizzazione rappresentano un problema invalidante per molti individui che soffrono di disturbi mentali.
Cosa si intende per depersonalizzazione? La depersonalizzazione è caratterizzata da persistenti o ricorrenti sentimenti di distacco dai propri processi mentali o dal proprio corpo. Un esempio può essere la sensazione di non essere più padrone dei propri pensieri o di non riconoscersi allo specchio.
Che differenza c’è tra depersonalizzazione e derealizzazione? Nella derealizzazione si verificherebbero esperienze persistenti o ricorrenti di irrealtà durante le quali il soggetto non riconosce più i luoghi che abitualmente frequenta, sentendosi estraneo. Tali sintomi causano notevole disagio e compromissione del funzionamento sociale, lavorativo e quotidiano, anche perchè durante tali esperienze il livello di consapevolezza rimane intatto.
Secondo la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-5) non vi sarebbe alcuna evidenza di distinzione tra gli individui con sintomi di depersonalizzazione ed i soggetti con sintomi di derealizzazione. Gli individui, pertanto, possono manifestare depersonalizzazione, derealizzazione o entrambi i sintomi (American Psychiatric Association, 2014).

In caso di depersonalizzazione e derealizzazione quali possono essere le cause? Depersonalizzazione e derealizzazione sono manifestazioni abbastanza frequenti nei soggetti esposti a traumi fisici e psicologici durante l’infanzia.
In quali disturbi si manifestano? Sintomi di depersonalizzazione sembrerebbero comunemente sperimentati da individui affetti da disturbo d’ansia sociale (o fobia sociale) proprio durante le situazioni sociali temute (Schweden et al., 2016).
Oltre al al già citato disturbo d’ansia sociale tali sintomi psichici possono verificarsi anche in presenza di altri disturbi come il disturbo di panico, il disturbo post-traumatico e acuto da stress, il disturbo di conversione, il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione o altri disturbi dissociativi, il disturbo di personalità borderline, i disturbi psicotici e le dipendenze da alcol o sostanze stupefacenti.

In una ricerca sono state reclutate 2582 donne ricoverate in day hospital per disturbi nevrotici e di personalità. Dai risultati sintomi somatici (dolore), dissociazione tattile, depersonalizzazione e derealizzazione erano presenti nel 24-36% delle pazienti valutate, mentre la severità massima di questi sintomi è stata riferita dal 4-8% del campione. Tutte le pazienti intervistate hanno riferito l’esposizione durante l’infanzia e l’adolescenza (prima dei 18 anni) ad eventi traumatici di varia gravità e frequenza tra i quali ostilità di uno dei genitori (5% delle intervistate), abusi sessuali prima dei 13 anni (1%), condizioni materiali peggiori dei coetanei (23%), molestie da parte della famiglia di origine (2%), riluttanza verso il gruppo (9%). Le valutazioni su di sè percepite riguardavano l’essere considerate peggiori dei fratelli, la mancanza di sostegno, l’indifferenza dei genitori, la povertà individuale o della famiglia di origine, una posizione inferiore in classe o rispetto alle altri classi della scuola, un’inconsapevolezza sessuale totale o tentativi di incesto.
Dato che, durante lo studio, i sintomi di dissociazione, quali la depersonalizzazione e la derealizzazione, si sono verificati in un numero significativamente maggiore di pazienti che hanno riportato gravi eventi di vita durante l’infanzia e l’adolescenza, a prescindere dalla diagnosi, sarebbe utile, nella pratica clinica dei pazienti che presentano tali sintomi, raccogliere informazioni relative a tali eventi (Smiatek-Mazgaj et al., 2016).

Come uscire dalla depersonalizzazione e dalla derealizzazione? Quali sono le cure o i rimedi possibili? Esiste una terapia senza farmaci? Alcuni studi hanno valutato l’utilizzo e l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale nel trattamento della depersonalizzazione dopo eventi stressanti sociali (Schweden et al., 2016).
Nel 2008 la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva ad alta frequenza (rTMS) è stata approvata dalla USA Food and Drug Administration nel trattamento del disturbo depressivo maggiore farmacoresistente. Precedenti studi avevano dimostrato l’efficacia nel trattamento della depressione resistente alle terapie farmacologiche della rTMS ad alta frequenza per la corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) sinistra e della rTMS a bassa frequenza per la DLPFC destra. Pochissimi studi hanno valutato il ruolo della rTMS nei pazienti con disturbo dissociativo di depersonalizzazione/derealizzazione. La prevalenza del disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione varia dall’1% al 2%. Gli studi sul trattamento farmacologico di tale disturbo sono limitati anche perché i farmaci hanno mostrato un’efficacia limitata nella cura di tale patologia. Nel caso clinico di un uomo di 30 anni affetto da Depressione Maggiore e disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione farmacoresistente il trattamento con rTMS a bassa frequenza per la DLPFC destra seguita da TMS alta frequenza per la DLPFC sinistra aveva comportato una riduzione significativa dei sintomi depersonalizzazione e derealizzazione. L’utilizzo di questa terapia, pertanto, andrebbe attentamente esplorato soprattutto in merito ai possibili effetti collaterali (Karris et al., 2017).

Riferimenti bibliografici:

American Psychiatric Association (2014). Mini DSM-5, criteri diagnostici, edizione italiana, Raffaello Cortina Editore.

Karris BC et al (2017). Treatment of Depersonalization Disorder With Repetitive Transcranial Magnetic Stimulation. J Psychiatr Pract. 23(2): 141-144.

Schweden TL et al (2016). Reduction of depersonalization during social stress through cognitive therapy for social anxiety disorder: A randomized controlled trial. J Anxiety Disord. 43: 99-105.

Smiatek-Mazgaj B et al (2016). Pain and tactile dissociation, derealization and depersonalization symptoms in women and recalled traumatic events in childhood, adolescence and early adulthood. [Article in English, Polish] Psychiatr Pol. 50(1): 77-93.

Ultimi Articoli

Ricerca articolo su patologia di interesse

Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra-a-Roma-e-Perugia-Psicoterapeuta-Tiziana-Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

Principali patologie trattate

  • Depressione Maggiore
  • Disturbo Bipolare
  • Attacchi di Panico
  • Disturbo d'Ansia Generalizzato
  • Fobia Sociale
  • Fobie Specifiche
  • Disturbo Ossessivo-compulsivo
  • Disturbi del Sonno
  • Disturbi Alimentari
  • Disturbi di Personalità
  • Schizofrenia

Cos’è il delirio di onnipotenza o grandezza: significato in psichiatria, sintomi associati, cosa fare, come si cura

I deliri di onnipotenza o grandezza possono essere presenti sia nel disturbo bipolare sia nei disturbi psicotici. La schizofrenia, probabilmente più debilitante rispetto al disturbo…

Continua a leggere...

Come sconfiggere la paura di guidare: i rimedi per riprendere la guida dopo un incidente, in autostrada o su strade sconosciute

La paura di guidare (o amaxofobia) è una fobia specifica riconosciuta come entità psicologica complessa. Sono molte le analogie con la fobia dell’aereo. Gli studi…

Continua a leggere...

Bullismo e cyberbullismo a scuola, conseguenze psicologiche: come si deve affrontare il fenomeno, perché intervenire precocemente, cosa devono fare gli insegnanti e i genitori

Il bullismo è un fenomeno sociale che si manifesta attraverso la messa in atto di comportamenti intenzionali di tipo violento, fisici e/o psicologici, ripetuti nel…

Continua a leggere...

Ansia, depressione, altri disturbi che possono dipendere da cambio di stagione, età, sesso e mese di nascita: è vero che malessere, stanchezza, insonnia sono più frequenti in autunno e primavera?

Ansia, depressione e disturbi del sonno sembrerebbero più frequenti al cambio di stagione. Molto comune è la presenza di malessere, stanchezza e insonnia in autunno…

Continua a leggere...

Condividi con un amico