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paura di guidare

Come sconfiggere la paura di guidare: i rimedi per riprendere la guida dopo un incidente, in autostrada o su strade sconosciute

La paura di guidare (o amaxofobia) è una fobia specifica riconosciuta come entità psicologica complessa. Sono molte le analogie con la fobia dell’aereo. Gli studi sulla paura di volare hanno indicato che potrebbero esserci diversi sottotipi di fobia specifica del volo basati sulla reazione alla paura. Tuttavia, non è chiaro se esistano sottotipi differenti per la paura di guidare. In una ricerca sono stati reclutati soggetti con paura di guidare coinvolti in un incidente automobilistico e soggetti senza precedenti eventi traumatici. Gli 85 soggetti intervistati hanno compilato un questionario per valutare l’ansia, l’evitamento e le preoccupazioni legate alla guida. Il campione esaminato ha mostrato grandi aspettative sui possibili eventi negativi durante la guida. Non c’erano differenze significative tra i soggetti che avevano sperimentato un precedente incidente automobilistico e quelli che non avevano avuto incidenti. I principali punti focali della paura consistevano nelle aspettative di pericolo, di ansia e di spiacevoli situazioni durante la guida. Per valutare questa fobia sono necessarie ulteriori ricerche al fine di proporre programmi di trattamento differenziati rispetto alla paura di volare (Taylor et al., 2000).

Le ricerche sull’ansia durante la guida hanno indicato che livelli alti di ansia sono potenzialmente pericolosi sulle strade. È possibile che l’ansia si confonda con la paura, la quale si concentrerebbe su fonti di minaccia più chiaramente definite dall’ambiente, in contrapposizione al processo interno del pensiero associato all’ansia. I partecipanti ad uno studio hanno guardato video di scenari di guida con diversi livelli di rischio di incidente stradale e hanno dovuto valutare la paura che avrebbero provato se fossero stati loro i guidatori dell’auto. Durante la sperimentazione sono stati registrati conduttanza della pelle, battito cardiaco e movimenti oculari. L’analisi dei dati suggeriva che le percezioni di paura aumentavano con l’aumentare dei livelli di rischio di incidenti e la conduttanza della pelle rifletteva questo schema. I movimenti oculari, se considerati insieme ai tempi di reazione, indicavano diversi modelli di prestazione in base a diverse situazioni pericolose. Questi effetti erano indipendenti dall’ansia di tratto, che era solo associata a più alti tassi di disagio durante la guida e uso di meccanismi di comportamento maladattivi (Barnard & Chapman, 2016).

La guida aggressiva e le reazioni ritardate al volante possono essere causa di incidenti stradali. Tali modelli comportamentali potrebbero essere influenzati da forti emozioni nel guidatore. Le cause delle emozioni provate nel traffico sono divise in due classi distinte: fattori personali e proprietà della specifica situazione di guida. In situazioni di traffico vari fattori di valutazione sono responsabili della natura e dell’intensità delle emozioni vissute. Questi includono se un altro conducente è stato responsabile dell’emozione, se gli obiettivi sono stati interrotti e se il progresso o la sicurezza sono stati minacciati. In uno studio di simulazione 79 partecipanti hanno preso parte a quattro situazioni di traffico le quali hanno suscitato emozioni diverse. Ogni situazione aveva elementi critici (ad esempio auto lenta, ostacolo sulla strada) in base alle combinazioni dei fattori di valutazione. Sono stati registrati parametri di guida come velocità, accelerazione, emozioni provate. I risultati hanno indicato la rabbia come fonte di accelerazioni più forti e velocità più elevate. L’ansia e il disprezzo hanno prodotto effetti simili ma più deboli, tuttavia hanno mostrato lo stesso modello di guida negativo e pericoloso causato dalla rabbia. La paura correlava con una maggiore intensità di frenata e basse velocità dopo l’evento critico (Roidl et al., 2014).

Come sconfiggere o superare la paura di guidare? Quali sono i rimedi per riprendere la guida dopo un incidente automobilistico, in autostrada o su strade sconosciute? La paura di guidare può essere sconfitta attraverso un percorso psicoterapeutico cognitivo-comportamentale che può essere o meno associato ad una terapia farmacologica, nei casi più gravi. Un innovativo programma terapeutico prevede l’utilizzo di sedute programmate di trattamento di esposizione alla realtà virtuale (VRET). L’intervento consisterebbe in una sorta di gioco al computer con scenari di guida automobilistica che includono diverse situazioni di traffico. Dopo la VRET si riscontrerebbe una netta diminuzione nella frequenza dei pensieri disfunzionali, nei punteggi di ansia di stato oltre che un leggero miglioramento della qualità della vita. La sperimentazione di un disagio soggettivo e la variazione della frequenza cardiaca confermerebbero un senso di presenza nell’ambiente della realtà virtuale. La VRET potrebbe essere usata per facilitare l’esposizione in vivo riducendo l’ansia in pazienti con fobia specifica (Costa et al., 2018).

Riferimenti bibliografici:

Barnard MP & Chapman P (2016). Are anxiety and fear separable emotions in driving? A laboratory study of behavioural and physiological responses to different driving environments. Accid Anal Prev. 86: 99-107.

Costa RTD et al (2018). Virtual reality exposure therapy for fear of driving: analysis of clinical characteristics, physiological response, and sense of presence. Rev Bras Psiquiatr. 15:0 [Epub ahead of print].

Roidl E et al (2014). Emotional states of drivers and the impact on speed, acceleration and traffic violations – a simulator study. Accid Anal Prev. 70: 282-92.

Taylor JE et al (2000). Determining the focus of driving fears. J Anxiety Disord. 14(5): 453-70.

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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

Psichiatra-a-Roma-e-Perugia-Psicoterapeuta-Tiziana-Corteccioni

Psichiatra e Psicoterapeuta.
Riceve a Roma e a Perugia.

La Dott.ssa Tiziana Corteccioni è un Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo comportamentale. Collabora con l'Associazione di Clinica Cognitiva, sede di Roma.

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